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Ventiquattr’ore in liberta’, ovvero del Convegno a Rosazzo

Lo so, sono in ritardo. Perennemente.
Un pochino lo e’ stata anche Ryanair in realta’ (15 min.), ma niente a che fare con Trenitalia. Marina Minelli, moderatrice del convegno, ne sa qualcosa.
L’unico inconveniente di Ryanair e’ quel maledetto bagaglio da stiva, che oltre a non dover superare i 10 kg di peso, deve essere uno e uno solo, di dimensioni contenute. Cio’ significa niente borsa (che tanto la mia, di borse, pesa di solito da sola 10 kg), oppure infilata dentro al bagaglio a mano. Niente macchina fotografica (che assieme alla sua custodia e aggeggi vari raggiunge il chilo pieno). Niente pc (che anche se ho il Mac Book e’ meglio non appesantirsi). Cosi’ ho optato per una valigia mezza vuota che all’occorrenza si puo’ riempire, per l’Ipad che sono assolutamente incapace di usare ma che fa anche le foto, per un cambio di vestiti perche’ e’ meglio non arrivare sudaticci all’evento, dato che l’aria calda negli aereoporti in inverno e’ appiccicosa e antipatica, e soprattutto si va incontro ad escursioni termiche notevoli tra dentro e fuori, Italia e Inghilterra, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Solo che non avevo valutato il fatto che l’Ipad, nonostante la comodita’ e leggerezza, fa delle foto che fanno pena. E in aggiunta a tutto cio’ la rete wifi, nel luogo in cui ci hanno ospitato (location f-a-n-t-a-s-t-i-c-a, ringrazio i miei ospiti dal profondo del cuore perche’ hanno saputo compensare con la loro gentilezza e simpatia la mancanza della rete! – sono web-addicted, perdonatemi), non funzionava.
Conseguenza: non ho potuto rendervi partecipi della mia avventura in tempo reale. Non sono attrezzata, ne sono consapevole. Non sono nemmeno tecnologica, sono cresciuta nell’era in cui il computer occupava una stanza intera di qualche universita’ illuminata del mondo. Non ho lo smartphone, non ho ICloud e sono una Tecno-arretrata. Ma c’e’ tempo e volonta’ per migliorare.
La location del convegno era una meraviglia: l’Abbazia di Rosazzo, con la sua vista eccezionale sul panorama circostante e le sue colline ricoperte di vitigni che ricordano tanto la mia Toscana. Pur in un territorio cosi’ industriale che e’ il cuore del Distretto della Sedia.

Abbazia di Rosazzo, immagine tratta dal sito.



L’organizzazione? S.U.P.E.R.B.A., grazie a Maria Cristina Novello, Massimiliano Zamo’ e tutto il loro staff. E grazie anche all’interessante moderazione di Marina Minelli, che ha fatto da trait d’union ed ha saputo tirare fuori con simpatia il meglio da tutte noi. Vi basti sapere che la sala era piena, e questo proprio non me lo aspettavo. Soprattutto, non mi sarei mai aspettata di affiancare negli interventi donne di quel calibro, che se le aveste conosciute vi sareste tutti chiesti “cosa ci faccio, io, qui?”. 
Eppure c’ero, nella veste insolita (per me) di blogger: e’ stato il mio battesimo. E mi sa, anche, quel punto di non ritorno di cui ti rendi conto improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno. La repentina consapevolezza di cio’ che stai facendo, di quello che sei diventato, della strada che hai intrapreso,  inconsapevolmente e – spesso – per caso.
Il caso e’ stata infatti la denominante comune del percorso professionale di tutte le “regine” che hanno partecipato al convegno venerdi’ sera. “Come sei arrivata qui?”, era la domanda di Marina. “Per caso”, e’ stata la risposta condivisa. Perche’ la donna, contrariamente all’uomo, non ha una strada delineata nella vita. La donna non vive in linea retta. Non ha UN solo modo di emergere professionalmente, ma ha la capacita’ mentale e le sinapsi idonee a inventarsi e reinventarsi strada facendo. 
Sara’ perche’ di solito e’ costretta a barcamenarsi tra famiglia e lavoro? Puo’ darsi. Sicuramente e’ un valore aggiunto, perche’ “elasticizza” la mente ed il cuore, stimola il pragmatismo e la capacita’ di concretizzare le cose nonostante le difficolta’. Vogliamo parlarne?

Ringrazio tutti coloro che sono passati a darmi il loro saluto e che hanno ascoltato le mie parole, perche’ senza di loro mi sarei sentita alquanto sola. Ringrazio anche pubblicamente l’architetto Cester Toso, perche’ la sua pacca sulla spalla mi ha incoraggiata e confortata e perche’ il suo esempio e’ un faro per tutte noi.
Ringrazio Marina Minelli che mi ha regalato una bella chiacchierata “in notturna” sconvolgendo i miei piani di riposo prolungato, ma ne sono contenta perche’ sono il tipo di chiacchierate che mi mancano da quando sono mamma.
Ringrazio la famiglia Zamo’ per l’ospitalita’, la calda accoglienza e la simpatia che mi hanno trasmesso.
Ringrazio Maria Cristina Novello, perche’ senza di lei non sarei qui a parlarvi.

P.S. Le foto che ho scattato sono pessime, e sono troppo imbranata con Ipad per riuscire a caricarle. Le altre devono ancora arrivare, ma non appena riusciro’ prometto di aggiungerle a questo post.

E un grazie speciale a chi mi legge, perche’ senza di voi non sarei ancora a torturarvi con le mie avventure e disavventure bloggeresche.

Aggiornamento: credo di aver dimenticato di comunicarvi quanto e’ bello sentirsi di nuovo liberi e felici. Viaggiare con un valigino e senza appendici varie, poi, da’ un senso di leggerezza che avevo dimenticato…..

Macro-economista: “Sono stato dolcissimo con Micro, per compensare la tua assenza.”
Mia sorella, che si trovava per un caso fortunato a Londra, pronta a dare man forte al macro-economista in caso di bisogno: “E’ stato dolcissimo”.

Insomma, le mie ventiquattr’ore fuori casa sono state catartiche: ho scoperto che, in mia assenza, quei due si vogliono ancora piu’ bene. 
Provare per credere.


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11 Comments
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    Cristina

    23 Ottobre 2012 at 15:02 Rispondi

    E’ stata una serata speciale… Grazie!!!!!!!!!

    • Avatar

      Mammadesign

      23 Ottobre 2012 at 15:30 Rispondi

      C’e’ tanto da fare per promuovere la professionalita’ femminile ed il cambiamento di mentalita’ nel nostro paese: hai avuto un’ottima idea, non devi ringraziare me! Mi auguro che queste iniziative si moltiplichino e diventino occasione di confronto e discussione aperta (e sviluppo), come e’ giusto che sia!

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      Cristina

      23 Ottobre 2012 at 16:32 Rispondi

      Me lo auguro anch’io! E’ una cosa che sento essere veramente importante. Non solo aspettarsi qualcosa, ma fare qualcosa di concreto per far conoscere nuove opportunità, per parlare di merito, di professionalità..

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    the siren

    23 Ottobre 2012 at 17:39 Rispondi

    Che bello!! Ho sognato un po’ anche io, da lontano, insieme a voi 🙂 Grazie a tutte e due!

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      Mammadesign

      26 Ottobre 2012 at 10:27 Rispondi

      Grazie a te, e’ bello sentirti vicina pur lontana!

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    alessia

    24 Ottobre 2012 at 15:07 Rispondi

    Evviva! Sono contenta che sia andato tutto bene ( casa e conferenza)
    Però mi aspettavo qualche abstract del tuo discorso 😉

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      Mammadesign

      25 Ottobre 2012 at 15:06 Rispondi

      Dici che dovrei farlo?
      In realta’ mi hanno fatto domande molto personali…. e ho detto 1/3 di quello che volevo dire!
      Magari un giorno pero’ faccio un post a parte…

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    Elegraf

    24 Ottobre 2012 at 23:53 Rispondi

    Ma che bello dal tuo racconto si capisce che è stata una bellissima esperienza. Chissà se a un prossimo incontro potrò essere presente
    Brava Dalia e brava Cristina

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    Debora

    25 Ottobre 2012 at 21:04 Rispondi

    Beh dai è stata una bella esperienza!

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    Mammadesign

    26 Ottobre 2012 at 10:28 Rispondi

    Assolutamente!

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