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Una storia internazionale (parte seconda)

(continua da qui)

…. e domani saluteremo Londra.
Londra, che mi ha visto nascere mamma; Londra, che mi ha visto anche nascere blogger, per caso (ho ancora dei problemi con questa definizione); Londra, che non e’ stata in grado di vedermi in azione come architetto e interior designer, perche’ il mio arrivo qui e’ cascato in mezzo al mio nascere mamma, famiglia, e alla crisi economica mondiale. 
Londra, che, in ogni caso, mi ha dato tanto, anche se molto spesso mi ha visto in umana difficolta’.
Cioe’, non la saluteremo proprio domani, e forse neanche definitivamente (anzi, sicuramente non definitivamente!), anche se il macro-economista non torna MAI sui suoi passi, da buon tedesco. Ci (o gli, dipende da cosa succedera’ da qui ad allora) aspetta un trasloco in estate. Credo.
SE Mammadesign non torna sulla sua decisione (al contrario del Macro-economista, non e’ affatto tedesca, ndr).
SE riusciamo a sistemare la questione casa-(design).
SE non esce qualcosa di cosi’ interessante, ma cosi’ interessante da un punto di vista lavorativo (mio o suo) da far cambiare idea ad entrambi.
SE nel frattempo non casca una bomba su casa-design.
SE la testa di Mammadesign nel frattempo non va in fumo.
No, non mi sono bevuta il cervello. Doveva essere un anno sabbatico e si e’ trasformato in un trasferimento: il macro-economista va a fare il Professore in Svizzera. Mammadesign non e’ proprio proprio sicura di volerlo seguire, anche se il suo cervello e il suo cuore le hanno suggerito che e’ la cosa migliore. Cioe’, Mammadesign e’ architetto, ricordiamolo, oltre che mamma. E’ arrivata qui con tante speranze per il proprio futuro. E’ arrivata a Londra nel momento del boom economico, al tempo in cui il lavoro per gli architetti era al massimo delle possibilita’. E, subito, neanche a farlo apposta, e’ rimasta stesa sul un divano a combattere la nausea. E poi a imparare a fare la mamma. A passare da coppia a famiglia. A capire come funziona la vita in un posto diverso da quello dove sei nata.





Perche’ cinque anni ci sono voluti per adattarsi ed ambientarsi.
Cinque anni, per capire il londinese al 95% e parlarlo in modo da farsi intendere piu’ o meno. 
Per trovare il GP giusto
Per trovare una casa che non ci prosciugasse il conto in banca.
Per arrangiarsi con qualche baby sitter che non fosse un fumetto.
Per renderti conto che vivi in una delle citta’ piu’ vivaci, aperte, internazionali e divertenti del mondo.
Per affezionarti ai posti, alle strade, ai parchi che frequenti ogni fine settimana e, nella bella stagione, anche ogni giorno della tua strana vita quassu’.
Per uscire dal buco nero della tua piu’ o meno recente maternita’ ed iniziare a pensare che, forse, ce la puoi fare.
Per iniziare a sperare di trovare anche un lavoro che ti affascina, nonostante il tuo sfigato titolo di studio.
Per riuscire a vederti qui, con la testa e con il cuore, per gli anni a venire.
E anche per comprendere che, a Londra, per vivere con un minimo di decenza, ci vogliono abbastanza soldi da farti arrivare alla fine del mese con l’ansia da spicciolo nonostante lo stipendio discreto. Altro che “mettere da parte” (va bene che e’ un concetto vecchio ed obsoleto, nonche’ oscenamente piccolo borghese, ma due giovani senza famiglie alle spalle ‘ndo vanno, senno’? – oddio giovani, sorvoliamo…).
O per rendersi conto che una cosa e’ mandare tua figlia a una scuola pubblica inglese senza farti problemi sul suo futuro, e un’altra e’ poterti permettere una privata che le spalanchi le porte per i college e le universita’ migliori (e non vi dico i prezzi), e di conseguenza per essere concorrenziale sul mercato del lavoro. Salvo poi realizzare che tua figlia non ha nessuna voglia di farla, l’Universita’.
E cosi’ opti per un luogo piu’ umano, piu’ a misura di bimbo e di famiglia, piu’ vicino a casa e ai tuoi genitori che, bene o male, invecchieranno. O meglio, cosi’ decide lui. A te non restano che due scelte: o seguirlo in quel posto sconosciuto, in quella cittadina tranquilla sulle montagne, e continuare ad essere insieme, a vivere da famiglia (forse quella che ti e’ sempre mancata, in fondo), o rimanere nella metropoli affascinante dei bus a due piani e delle mailbox rosse, e andare incontro ad una vita di aerei e di su e giu’, organizzativamente difficile, complicata, romantica ed anche un po’ folle. 
Sono spericolatamente attratta dalla seconda. 
Ma, forse, sarei piu’ saggia ad accettare la prima. 

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25 Comments
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    Simona

    18 Gennaio 2013 at 17:33 Rispondi

    Uh come ti capisco! Anche noi siamo ormai alla soglia dell’ennesimo trasloco. Per ora ci avviciniamo al lavoro del papà ma la prospettiva è l’estero. Stesso lavoro e comprendo le tue difficoltà. Architetto e mamma di pargoletta all’asilo non è nemmeno in Italia una buona accoppiata… puntiamo anche noi alla svizzera o alla germania.. vedremo! intanto iniziamo il corso di tedesco!
    Londra è bellissima ma la prospettiva di una bella famiglia unita credo che prevalga… e poi a Londra potrai tornare quando ti prende troppa malinconia!

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      Mammadesign

      21 Gennaio 2013 at 15:19 Rispondi

      Eh no, mamma e architetto non e’ una bella accoppiata, ma pare che in Italia essere mamma e qualcosa sia un problema in ogni caso….

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    Leyla

    18 Gennaio 2013 at 18:48 Rispondi

    Ciao, posso chiederti in quale zona della Svizzera ?

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      Mammadesign

      18 Gennaio 2013 at 19:12 Rispondi

      Svizzera tedesca, OVVIAMENTE. 🙁
      Vicino a Zurigo.

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      Leyla

      9 Febbraio 2013 at 10:29 Rispondi

      Peccato, speravo nella parte italofona, cioè la migliore 😉 a presto

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      Mammadesign

      10 Febbraio 2013 at 19:43 Rispondi

      Lo avrei sperato anch’io!

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    Federica MammaMoglieDonna

    18 Gennaio 2013 at 18:58 Rispondi

    Cavolo!?!? Complicatissima!!?!?! Che posso dirti? Niente, ti stimo troppo per mettere becco sulla questione
    In bocca al lupo!

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    Elegraf

    18 Gennaio 2013 at 19:19 Rispondi

    Accipicchia. Un bel salto..beh se non altro saremo più vicine. Io che al massimo ho traslocato di stanza quando mi son sposata…da una parte ti invido tanto per tutti questi tuoi viaggi. Un grosso in bocca al lupo per questa tua nuova avventura

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      Mammadesign

      21 Gennaio 2013 at 15:22 Rispondi

      Crepi davvero, il lupo!
      La vicinanza (alla famiglia, agli amici, all’Italia) e’ una delle ragioni che piu’ mi tentano….lo ammetto!

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    Palmy

    18 Gennaio 2013 at 20:11 Rispondi

    Certo, una bella difficoltà… teoricamente parlando, ma ovviamente prendi tutto con le pinze dato che non mi trovo nella situazione, credo che la famiglia unita sia da preferire, ma capisco che la rinuncia a una possibilità concreta di lavoro è difficile! Eppure sai che uno dei pochi architetti che conosco che fa il suo lavoro abita proprio vicino Zurigo?

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      Mammadesign

      21 Gennaio 2013 at 15:23 Rispondi

      Infatti, magari mi fascio la testa per nulla. E’ tuttava una gran fatica nuovamente, all’inizio.

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    serenamanontroppo

    18 Gennaio 2013 at 21:25 Rispondi

    Scelta difficile, nessun consiglio. Sceglierai tu col cuore, come sempre hai fatto. Baci e in bocca al lupo.

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      Mammadesign

      21 Gennaio 2013 at 15:24 Rispondi

      E come sempre faro’, credo. Difficile cambiare radicalmente. Baci a te! <3

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    alessia

    19 Gennaio 2013 at 3:22 Rispondi

    Occaspita sono senza parole!
    Ma…è proprio sicuro? Deciso deciso?
    In ogni caso.. ovvio che la scelta migliore è stare insieme.

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      Mammadesign

      21 Gennaio 2013 at 15:24 Rispondi

      Anche io: infatti sono rimasta senza parole per qualche mese….

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    Alessandra (ArchiCasa)

    20 Gennaio 2013 at 14:44 Rispondi

    Accidenti …come è complicato essere internazionali …ti ho già scritto di mia nonna e del suo inglese …anche lei ha cambiato molte città e ricordo che mi disse: a me non è mai pesato cambiare casa e paese, dove c’è mio marito c’è tutto …è anche vero che alla fine cambiava paese ma non stato …ma in svizzera non ci sarebbe mai andata …in quel caso avrebbe cambiato idea mio nonno …ma non c’era in ballo l’università o carriere sfolgoranti …era più semplice…insomma in tutto quello che ho scritto un consiglio proprio non ce l’ho …tranne che “và dove ti porta il cuore”. un abbraccio!

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    Adry le tre gonne di villa p.

    21 Gennaio 2013 at 0:16 Rispondi

    La cosa importante è scegliere col cuore. Il resto verrà da sè. Credo ci voglia anche una buona dose di coraggio e intraprendenza. Un bacio.

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      Mammadesign

      21 Gennaio 2013 at 15:26 Rispondi

      Quella ci vuole per qualunque cosa, anche per rimanere in Italia di questi tempi…. 😀

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    Anonymous

    22 Gennaio 2013 at 16:45 Rispondi

    Da più di dieci anni lavoro in Svizzera .. Per vivere credo sia uno dei posti migliori .. Soprattutto per i bambini .. Rispetto all Italia o alla Germania a me pare un paradiso ( io lavoro nel canton Grigioni ) Sabri

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      Mammadesign

      22 Gennaio 2013 at 20:02 Rispondi

      Rispetto all’Inghilterra? E’ cosi’ organizzata es timolante come qui, per i bambini?

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      Anonymous

      23 Gennaio 2013 at 19:52 Rispondi

      Mi spiace ma in Inghilterra non ho mai vissuto .., Ma qui sono molto organizzati senza dubbio .., e anche stimolanti si !! Peró certo non so dire se più o meno della realtà di Londra .. Sabri

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      Mammadesign

      24 Gennaio 2013 at 0:03 Rispondi

      Mi consoli un po’, in ogni caso. Grazie Sabri.

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      Anonymous

      24 Gennaio 2013 at 19:49 Rispondi

      Se avrai bisogno io ci sono ! Poi se vi trasferiretete qui *vicino* chissà che ci si possa conoscere ! Io intanto continuo a seguire il blog ! Sabri

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