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Bloom Bassinet co-sleeper

Un po’ di tempo fa avevo fatto una lunga considerazione sul co-sleeping e le culle da affiancare al lettone (o bedside cots). Nel frattempo anche il design si e’ accorto della necessita’ di sviluppare quel tipo di mercato, finora piuttosto limitato ai modelli tradizionali.
Una delle ultime novita’ del campo e’ il co-sleeper Bloom Bassinet, progettato dall’industrial designer irlandese Natalie Keville, e ancora in cerca di un produttore.

Piu’ un culla che un co-sleeper, poiche’ ha le fiancate tutte chiuse, e puo’ rimanere anche indipendente al centro della stanza, ma nei primi tempi puo’ essere avvicinato, agganciato e sovrapposto al lettone grazie al suo supporto in legno curvato a C come una vera culla per il co-sleeping; in questo modo la neomamma ha sotto controllo il neonato tutta la notte, senza doversi alzare, e puo’ tenerselo vicino vicino senza avere l’ansia da separazione o la paura di schiacciarlo o soffocarlo. E’ un concetto leggermente diverso dai co-sleeper tradizionali senza fiancata da accostare al letto matrimoniale, ma ugualmente funzionante, a mio parere.

La culla Bloom Bassinet ha la forma di un guscio accogliente che si apre come un fiore verso l’esterno (= bloom) e simboleggia la purezza e la fioritura del bambino che cresce; e’ pensata in gomma EVA (etil vinil acetato), rivestita da un involucro termoplastico, e dotata di un materasso in cotone organico,  un materiale in grado di assicurare un ambiente naturale, non tossico,  impermeabile, ignifugo, e antipolvere, a prova di acaro.

La culla e’ inoltre dotata di un sensore capace di rilevare i movimenti respiratori del neonato, capace di attivare una luce pulsante che simula il ritmo lento del respiro creando un ambiente calmo e rilassato e consentendo la vista rassicurante del neonato addormentato; quest’ultima puo’ essere calibrata su un pulsare lento, un’illuminazione continua, oppure puo’ essere spenta del tutto, a seconda delle preferenze della mamma. La sua presenza e’ in grado di tranquillizzare anche il genitore  piu’ ansioso.
Lo stesso supporto in legno, montato a U rovesciata, puo’ convertire la culla in una struttura basculante, per aiutare a calmare il neonato nella delicata fase dell’addormentamento.
Infine, la culla puo’ essere convertita in sdraietta, semplicemente staccando l’involucro e sollevandolo con una barra estendibile. Occorre tenere presente che la sdraietta non e’ disegnata per ospitare il lattante per periodi di tempo troppo prolungati.
Mi auguro che questo progetto innovativo e ben studiato trovi presto un produttore.
Immagini: Coroflot.com
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