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Perche’ bloggo?

Da Wikipedia: “Nel gergo di Internet un blog e’ un particolare tipo di sito web i cui contenuti vengono vosualizzati in forma cronologica. […..] Il temine blog e’ la contrazione di web-log, ovvero “diario in rete“. (web = rete, log = traccia, registro, diario)

Cosi’, in effetti, ho iniziato questa avventura online.

Ma ci sono momenti, nella vita di un blogger, in cui ti chiedi “perche’ scrivo“? Sprattutto, perche’ scrivo un diario online (che, in fondo, cosi’ e’ iniziata l’avventura)? “Perche’ espongo in un luogo pubblico (il web) fatti, sentimenti e vicende – anche – personali che non dovrebbero interessare nessuno se non me stessa e al massimo chi mi vuole bene?
Questo e’ tanto piu’ vero per i blog personali (e questo blog, almeno fino alla sua ristrutturazione – ma anche dopo -, lo sara’), non necessariamente per quelli commerciali, “professionali” (ma vogliamo arrivare poi ad una definizione di blog professionale?), tematici o, come usiamo chiamarli, “di nicchia”.
Quando ho aperto questo blog non avevo la pretesa di essere letta.
L’ho fatto per me stessa, prima di tutto. E stop.
Per amore della scrittura, che e’ sempre stata terapeutica, per me; per amore della comunicazione, che ti unisce al mondo e a persone di cui ignori perfino l’esistenza ma che per qualche strana congiuntura astrale si ritrovano in quello che dici; per amore della libera circolazione delle idee, che invece, con il tempo, scopri essere, spesso, una fregatura. Ed anche per ritrovare un’identita’ messa a dura prova da una maternita’ (gia’ di per se’ stravolgente, in tutti i sensi) in un paese straniero.
La ragione del perche’ ho iniziato a scrivere su un blog l’ho data a suo tempo in una delle mie prime interviste, ormai purtoppo scomparsa dal web, come spesso succede in questo mondo virtuale che tutto ingloba e tutto nasconde.

Il bisogno di guardarsi dentro e di comunicare all’esterno, per abbracciarsi, coccolarsi, ricostruirsi dopo essere stati spezzettati, o anche solo per incontrarsi, e’ un motore potente, e non e’ cosa che si inventa a tavolino. O c’e’ o non c’e’. Il web, la rete (mai accezione fu piu’ indovinata!), da’ a tutti questa opportunita’: e’ una risorsa. Ed e’ democratica. Ma, come tutte le risorse utili e democratiche va saputa usare, e, a volte, rischia di toglierti la voglia di farlo. Perche’ e’ un mezzo che ognuno decide di usare come crede, un calderone in cui si trova tutto e il contrario di tutto.
All’inizio, quando nessuno ti commenta, ti chiedi se serve a qualcuno/qualcosa, oltre che a te stesso. E ti chiedi anche il motivo per cui sia ancora necessario mettere in piazza i tuoi fatti personali, quando potresti invece tornare al tuo diario segreto, come quando eri ragazzina, chiuso a chiave al mondo. In realta’ non e’ la stessa cosa, perche’ tu, persona adulta, sei comunque cosciente che e’ uno spazio pubblico, alla portata di chiunque, dunque stabilisci le tue regole di comportamento, decidi no a che punto aprire le porte di casa tua al mondo. Piu’ tardi, continui a chiedertelo comunque, perche’ inizi a conoscere meglio la rete, le sue regole, i suoi meccanismi, e sopraggiungono nuove relazioni, nuovi legami che dal virtuale in poco tempo si fanno reali, e in tutto questo vorresti poter mantenere la tua spontaneita’ iniziale, che e’ la ragione che ti ha mosso ad aprire un blog. Senza essere per forza incastrata in etichettature noiose e controproducenti per tutti (mommyblogging, blog personale, blog controcorrente, blog di viaggio, blog expat o blog che si fa i caxxi propri). Senza ascoltare critiche e commenti che fioccano gratuitamente sui social network (e, spesso, non si capisce a chi sono indirizzati, dunque e’meglio non chiederselo) perche’ ormai il blogger vive piu’ li’ che qui. Senza doverti per forza sottomettere alle dilaganti logiche di mercato, anche se rispetti chi fa scelte diverse dalle tue.
Insomma, la domanda al perche’ scrivo (e continuo a scrivere) su questo blog di questioni e riflessioni personali e’ che, al di fuori di ogni logica, ne sento l’esigenza. Ora come allora, all’inizio di questa avventura. Dunque, qualunque direzione prendera’ questo spazio in evoluzione, qualunque scelta sara’ fatta, da qualche parte continuero’ a bloggare.

E adesso mi piacerebbe sentire la vostra, amici e amiche bloggers.

Perche’ scrivete su un blog?


Immagine tratta dal web.

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12 Comments
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    Marta

    9 Maggio 2013 at 12:54 Rispondi

    Condivido molto di quello che hai scritto.
    Ho iniziato a scrivere sul blog a poche settimana dal parto. Sentivo che era l’inizio di qualcosa e che potevo anche iniziare qualcosa di nuovo. Lo avevo già fatto in passato ma poi avevo desistito in poco tempo. Anche questo blog ha rischiato di fallire perchè i primi mesi da mamma ti tolgono tutto, perfino la voglia di scrivere. Poi qualche mese ci ho rimesso mano e, come dici tu, ora sento l’esigenza. A volte mi fermo a pensare sul perchè spiattello al mondo i fatti miei … forse c’è sempre un po’ di vanità in tutto questo o cmq di desiderio di essere letti, di essere una voce. A poco a poco quello che scrivo comincio a essere letto, ma soprattutto anche io leggo di più e ho scoperto blog interessanti, come il tuo, che mi hanno aiutato a riflettere, fatto sorridere, pensare “guarda come è in gamba questa”, persino commuovere. Insomma per me il blog è un motore, una spinta a parlare di me prima di tutto per me, per capirmi, fare chiarezza, esporre le mie idee. Certo, mi fa piacere se qualcuno mi legge, ma forse continuerei lo stesso.
    Non so se ho risposto, ma intanto ti ringrazio perchè il tuo fare blog è stata un’occasione di riflessione!

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      Mammadesign

      9 Maggio 2013 at 13:38 Rispondi

      Marta, grazie a te, perche’ sono commenti come il tuo la ragione per cui non trovo un solo motivo per cui dovrei fermarmi o parlare d’altro. E che mi aiutano, anche, a trovare la direzione giusta nel mio modo di fare blogging, che, forse, dopo due anni e mezzo, sta maturando un po’!

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    Désirée Pedrinelli

    9 Maggio 2013 at 15:12 Rispondi

    Condivido tutto quello che hai scritto , come tu sai il mio attuale blog non è il primo blog ne avevo un’altro personale su splinder attivo fino alla chiusura della piattaforma, questo l’ho aperto, per avere uno sbocco professionale, ma forse l’ho aperto per non deprimermi vista la mia situazione e piccolissimi frutti cominciano ad arrivare nonostante le poche visite ma io ho deciso che di non considerarle e di continuare per la mia via, insalita certo ma certa della riuscita

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      Mammadesign

      9 Maggio 2013 at 16:03 Rispondi

      Le ragioni che spingono verso una strada piuttosto che un’altra sono sempre quelle giuste. Soprattutto quando sono animate da tanta buona volonta’!
      Ti faccio il mio piu’ grande in bocca al lupo per la tua riuscita!
      Sai, questo blog non e’ nato con la pretesa di essere o diventare professionale (infatti, e’ il mio primo blog!) Il tuo e’ un caso diverso, tu sei un blog letterario. Ma dici una cosa vera: cio’ che spinge a scrivere, a creare, a lavorare, ad uscire dall’impasse, e’ sempre il motore piu’ potente. Baci

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    lacasasullaScogliera

    9 Maggio 2013 at 15:37 Rispondi

    Sì, si blogga per essere lette. Che lo si voglia o no, poco o tanto… perché è di moda e perché no, alcune di noi pensano anche che questa possa diventare una “professione”… Io in particolare bloggo perché adoro scrivere (il che implica comunque che adoro anche essere letta) e mi piace moltissimo esprimere idee, sentimenti ed emozioni attraverso testi e foto. E perché vivo lontana da casa ed i miei parenti e amici mi seguono per sapere qualcosa in più di me. Quindi, perché no? In fondo, che male facciamo?
    … Inoltre, io adoro i blog come questo, dove si raccontano vite diverse dalla mia, in posti lontani. Mi piace leggere come vive la gente all’estero, cosa fa, quali sono i sentimenti e le vicissitudini di chi non è più in Italia… quindi, sì, continua a scrivere che io ti leggerò con piacere. Invece, la cosa che più mi disturba sui blog altrui è la pubblicità invadente, quella messa ovunque ad ogni costo, anche a rovinare uno splendido post o una bella foto.
    Baci da una ligure in Sicilia.
    Elli

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      Mammadesign

      9 Maggio 2013 at 18:12 Rispondi

      Sui blog personali si, hai ragione Elli, un po’ disturba anche me. Ma ognuno fa le scelte che sente giuste per se’ stesso.
      Bloggare, come scrivere, e’ un po’ raggiungere l’anima delle persone, e’ parlare all’umanita’ tutta che, in fondo, in quello che scrivi, un po’ si ritrova.
      Baci a te!

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    Lallabel

    10 Maggio 2013 at 11:17 Rispondi

    Mi trovo molto in quello che hai scritto. Io ho aperto il blog per la voglia di condividere. Come te non avevo nessuna pretesa di essere letta ma ho pensato che se il mondo è bello perchè è vario forse a qualcuno nel mondo interesserà una cosa che scrivo o faccio vedere. Ed ecco qua.. semplice!

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    Francesca Patatofriendly

    10 Maggio 2013 at 11:31 Rispondi

    Ciao
    arrivo su questo post per caso, “attirata” da Silvia di Trippando.
    Che dirti, abbiamo fatto riflessioni molto simili, proprio nello stesso giorno.
    Spesso a me chiedono “quando scrivo” (da qui il titolo del mio post di ieri) ma la domanda vera e’ “perche’ “. E la risposta e’ semplice: perche’ ne ho bisogno, perche’ mi fa star bene e perche’ mi ha fatto ritrovare il tempo per me che avevo perso… 🙂
    A presto!
    Fra

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    bussola

    10 Maggio 2013 at 11:38 Rispondi

    A volte me lo chiedo anche io perchè bloggo? Se inizialmente lo fai per gioco, poi ti rendi conto che un gioco non è…. il blog richiede costanza, cura, attenzione…. e trovare dei momenti di pace per scrivere con calma dei post di medio livello diventa sempre più difficile nella vita di tutti i giorni, scadenzata da impegni, lavoro, storie personali. Eppure bloggo perchè il mio blog oramai fa parte di me stessa, rinunciare a lui sarebbe un pò rinunciare a me stessa

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    Ernesto de Matteis

    10 Maggio 2013 at 16:48 Rispondi

    Ciao Dalia.
    Sono approdato al tuo variopinto mondo per colpa del capo, Silvia di Trippando.
    Io scrivo perchè mi hanno insegnato che il sapere non serve a nulla se non è condiviso.
    Anzi, ancor meglio, che uno dei fini ultimi della propria esistenza sia essere utili, raccontare le proprie esperienze per far crescere chi di esperienza non ne ha.
    Ma lo strano mondo che abitiamo anzichè convincersi di queste che secondo me sono verità assolute, non riesce a farle sue anche se hanno ormai 2500 anni…
    Si, Lao Tzu, Socrate & Co. vivevano tanti anni fa, ma a quanto pare l’essere umano continua a fare gli stessi errori da sempre, anche se è lampante che basterebbe seguire i consigli di chi ha già vissuto certe esperienze per non fare gli stessi sbagli.
    E’ che, per la maggior parte dei nostri simili, essere uno Str. od una Mer. sembra sia il fine ultimo.
    Ma io non mi piego.
    E vivo come secondo me è giusto vivere.
    E di conseguenza scrivo, e racconto, ed insegno, e consiglio, ed Amo.
    Sono contento di averti scoperta…
    Pace e bene.

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      Mammadesign

      13 Maggio 2013 at 23:51 Rispondi

      Bello ricevere questi commenti. E bello trovare persone che la pensano cosi’. Buona vita a te, allora, Ernesto

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    Francesca

    11 Maggio 2013 at 1:11 Rispondi

    Io faccio blog-terapia da ormai due anni e credo che continuerò per ancora molto tempo!!

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