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Non so piu’ guidare all’italiana

Premessa: questo non  è un post serio.

Arrivo a Firenze dalla città svizzera di G., che quanto a dimensione, rispetto alla prima, è un fazzoletto di terra e quanto a vivibilità un’oasi di pace.
Ammetto che tutte le volte che rientro in Italia dall’estero sono costretta a scontrarmi con atteggiamenti che mi riportano subito al fatto che mi ritrovo in territorio italiano, dalle code per entrare nel treno ai ritardi normali nelle riunioni o negli incontri, ad altre amenità che mi fanno sentire un extraterrestre in patria.


Mi spiego.

Arrivo in treno dal nord della Svizzera, distrutta, dopo un viaggio di otto ore e due cambi di treno (perfettamente in orario, per fortuna), poi vado a prendere bel bella la macchina a casa per dirigermi al mio appuntamento con un seminario di aggiornamento professionale molto interessante.


Lungo il tragitto, nell’ordine:

  • mi fermo con delicatezza davanti alle strisce pedonali per far passare un’anziana signora che deve attraversare la strada: dalle auto dietro di me solo strombazzamenti e clacson, mentre la signora mi osserva con aria stupita, incerta se fidarsi o meno di questa stranezza perpetrata di fronte ai suoi occhi
  • procedo lentamente accostata sulla destra della strada, per cercare un parcheggio in cui, possibilmente, non prendere una multa – sempre che le facciano ancora, in Italia, le multe (e come una che non sa più se in quella zona è permesso parcheggiare o meno in quell’orario – cosa che probabilmente non conta quanto penso):  pare che il clacson e le urla dal finestrino con mano alzata qui siano lo sport nazionale
  • in rotonda metto la freccia sulla destra per indicare che sto per girare in quella direzione, ma qualcuno – più furbo o più orbo di me – mi supera da destra per guadagnare un posto nella lunga fila al semaforo (che poi, cosa ci sta a fare un semaforo a 100 metri dalla rotonda? serve per intasare il traffico no, come faccio a non averci pensato prima? Avevo dimenticato quanto fosse divertente complicare cose semplici)
  • sto (più o meno, perché comunque sempre italiana sono) ordinatamente in linea in una corsia – se devo girare a destra sto a destra, se devo girare a sinistra sto a sinistra – ma le macchine si incrociano davanti ai miei occhi da tutte le parti, tipo particelle dell’universo spinte solo dalla forza di attrazione dovuta alla propria massa
  • al semaforo giallo, soprattutto se è giallo da un po’ di tempo, invece di accelerare mi fermo: il resto è storia, potete facilmente intuirlo 


Conclusione: io, tutte le volte che torno in Italia, devo imparare di nuovo a guidare all’italiana.

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8 Comments
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    L'angolo di me stessa

    16 Settembre 2014 at 18:34 Rispondi

    Ahahahahaha!! Capita a tutti credo 😉

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    Blog momfrancesca

    16 Settembre 2014 at 19:20 Rispondi

    È la triste realtà italiana, purtroppo.ciao, momfrancesca.

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    Il Frutto Della Passione

    16 Settembre 2014 at 21:02 Rispondi

    Spiegazione esatta di una triste realtà!!
    Pensa che qui le rotonde funzionano al contrario, ovvero chi è già all’interno della rotatoria deve dare precedenza. Giusto per confondere ulteriormente le idee!!

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    VitadiCoppia

    16 Settembre 2014 at 21:28 Rispondi

    Nemmeno gli italiani sanno guidare, tranquilla Sangallina 🙂

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    Bella Italia Store

    16 Settembre 2014 at 21:36 Rispondi

    Qui a Reno non sanno farle, le rotonde… :-/
    Comunque credo succeda un po’ a chiunque di noi vive all’estero 🙂
    Un abbraccio

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    Drusilla Galelli

    16 Settembre 2014 at 22:25 Rispondi

    Ritornare a guidare in Italia è qualcosa di veramente terribile, ma almeno non rischio la vita come quando guidavo a Kuwait City!
    Comunque io faccio le stesse cose che fai tu alla guida: mi fermo alle strisce pedonali e faccio passare i pedoni, al semaforo giallo preferisco fermarmi, rispetto i limiti di velocità. Ma la gente pare impazzita!!! Mah

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    ...ma la notte no!

    17 Settembre 2014 at 10:37 Rispondi

    E pensa che stavi a Firenze, non a Roma nè a Napoli, notariamente più caotiche! Io non amo la guida sportiva italiana e per fortuna in Provincia è più facile, ma ogni volta che mi tocca guidare a Roma mi sembra di impazzire!

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    Moky

    17 Settembre 2014 at 13:34 Rispondi

    Le rotonde io non le ho ancora capite. Se io devo procedere dritta sto sulla corsia di ds, ma puntualmente qualcuno mi supera a sn nella corsia che dovrebbe servire per girare intorno alla rotonda e poi mi taglia la strada….
    Mah

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