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Mamma preferisce lavorare. Ma dove?

C’era una volta una bambina, che era stata mandata in una nursery londinese perché la sua mamma aveva la necessità di trovare lavoro nella metropoli, di portare uno stipendio in casa e di riprendersi un po’ dei suoi spazi vitali.
La bambina aveva appena un anno. Ma i suoi genitori, ancora inesperti delle cose della città che li ospitava, l’avevano mandata lo stesso, non appena ricevuta la lettera di ammissione dalla struttura nella quale si era liberato un posto per lei, perché il rischio di non trovarne un altro in tempi brevi era alto, soprattutto nella città dei double decker.
E c’era nello stesso tempo una neomamma che cercava un lavoro da architetto a Londra nel bel mezzo della crisi economica mondiale, mentre i suoi amici e colleghi venivano licenziati in massa.
Quella mamma, dopo un inserimento-lampo della piccola alla nursery, si era sentita molto sola e aveva deciso di aprire un blog per parlare di sé, della sua nuova vita in quella città e contemporaneamente cercare di riprendere possesso delle proprie competenze.
Questo blog si chiamava Mammachecasa!
La bambina, come spesso succede, una volta entrata alla nursery, si ammalava una settimana sì ed una no. Questo per almeno un paio d’anni. Finché quella mamma aveva deciso che lavorare da casa come freelance sarebbe stato un vantaggio per tutti, nonostante le difficoltà economiche e pratiche. Questo implicava meno soldi, meno lavoro, qualche sporadica soddisfazione personale grazie all’incontro con il mondo della rete ma tanta passione e tempo libero in più per dedicarsi alla piccola.
Adesso la famiglia londinese di Mammadesign, Macro e Micro si è trasferita in Svizzera.
La bambina ha iniziato la scuola. Il tempo quotidiano da dedicare al lavoro è più gestibile. Questo in teoria, ovvero se la scuola non avesse gli orari assurdi che ha, se non fosse iniziata l’era delle attivitá extrascolastiche, se non fosse necessario un lavoro psicologico extra per sostenere la seienne trilingue che ha ancora bisogno della sua mamma per crescere sana ed equilbrata. Ma che sia più gestibile è fuor di dubbio, con qualche accorgimento e qualche delega.
Così quella mamma ha pensato che forse, oltre all’attività in proprio da casa, potrebbe anche tornare a lavorare fuori, per qualche giorno/ora alla settimana, per una  migliore qualità del suo tempo e per qualche relazione sociale in più.
Ma i figli sanno sempre dove colpire, per farti sentire in colpa:
“Mammaaaaaaaaa!!!!!! Non voglio andare al doposcuolaaaaaaaaa domaniiiiiiii!!!!!! Perché mi mandi tutti i giorniiiiiiiii!!!!!”
“Non ti mando tutti i giorni, tesoro mio.”
“Invece siiiiiiiiii!!!!!! Hai detto che preferisci lavorare invece che stare con meeeeeeee!!!!!!!”
“Ma non ho mai detto una cosa del genere! Ho detto, forse, una volta e in un altro contesto, che mi piace il mio lavoro… Ma figurati! Preferisco stare con te, sempre sempre, sei la mia ciccia!”
Queste richieste disperate fanno riflettere, ovviamente.
Anche se si conoscono i propri polli ci si chiede cosa c’è dietro il loro comportamento (se è un capriccetto da nulla o una richiesta seria), quale mancanza o bisogno hanno. Soprattutto, ci spingono a chiederci se sappiamo gestire il nostro tempo assieme a loro o senza di loro nel modo giusto.
Può capitare che tu, homeworker con figli in casa, li lasci nell’altra stanza a giocare o fare altro mentre ti dedichi alla tua attività. E’ questo il tempo assieme di cui si parla? Non credo. Però loro sono a casa, e tu – tra mille interruzioni – puoi rispondere alle loro richieste e far sentire la tua presenza se necessario. Non mi sembra, tuttavia, tempo di qualità INSIEME a loro. Quindi non è meglio, forse, lavorare fuori casa con maggiore produttività, maggior rendimento, maggiori entrate, e far sentire ai tuoi figli che quando sei con loro sei davvero insieme a loro? E li guidi ed educhi alla vita?
In seguito alla richiesta della sua piccola, in questo caso, Mammadesign ha scoperto che dietro lo sfogo e la voglia di stare con mamma c’era…. lo smalto!
Ebbene sì, lo smalto. Era una promessa che la mamma le avevo fatto la sera prima: le avrebbe consentito di mettersi lo smalto di Elsa (Frozen) sulle unghie non appena tornata a casa nel pomeriggio. Ecco il motivo di tutto questo amore per la casa, invece che rimanere al doposcuola a fare tutte quelle bellissime attività!
Eppure il dubbio rimane: meglio in casa, facendo un lavoro in proprio che ti appassiona, ti dà soddisfazione ma poche entrate, sapendo che i tuoi figli sono con te e che puoi improvvisare qualunque cosa, seguirli da vicino se necessario, oppure  fuori casa con uno stipendio fisso, un capo che chissà come sarà, ma meno libertá?

 

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3 Comments
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    M di MS

    28 Ottobre 2014 at 23:19 Rispondi

    Ma si trova ancora un lavoro fuori casa?
    😀
    Scherzi a parte, secondo me il lavoro fuori casa va bene se tu sei convinta e psicologicamente ti senti meglio. Non è nemmeno una questione di soldi.

    • Avatar

      Mammadesign

      29 Ottobre 2014 at 0:03 Rispondi

      Hahah! Giusta osservazione! (la prima)
      Poi dimentichi che io sto in Svizzera. Non so se uno straniero lo trova facilmente, ma chissa’…. Di certo so che non c’e’ quasi nessuno che lavora al 100% del tempo, il che mi tenta notevomente 🙂

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    L'angolo di me stessa

    30 Ottobre 2014 at 16:50 Rispondi

    La domandona del secolo…
    Per me assolutamente la prima, ma credo che dipenda da ognuno di noi, non può esserci una regola fissa.

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