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Smottamento emotivo inaspettato

Questo blog sta prendendo una piega inaspettata.

Avevo in mente un post sul design autoprodotto, dato che ieri siamo stati a Torino Esposizioni, ad Operae2014, e che è diverso tempo che ci penso. Invece stasera parlo di tutt’altro. Fondamentalmente perchè sono ancora in ferie, e in ferie si rallenta, si relativizza, si espandono i pensieri, si vivono momenti.
Capita che ad ottobre io mi trovi per qualche strana congiuntura astrale a Torino, dalla sorellina artista che vive qui. È successo nel 2007: proprio qui, proprio alla Fiera del Tartufo di Alba – che abbiamo visitato anche oggi (come quel giorno dell’ottobre di sette anni fa) – mi si è installato il dubbio di essere in attesa della Micro British Girl (che ancora non sapevo essere lei). 
L’anno scorso è nato (qui) quell’happy child di mio nipote, che ora come mi incrocia mi sorride e mi chiama Iaia giá a nemmeno un anno (sará un anno la prossima settimana).
 
Questo ottobre doveva essere diverso. 
Doveva esserci un altro frugolino in arrivo. Che non c’è piú.
Piove, e questo non facilita le cose.
La domanda che mi sento fare piú spesso, ultimamente, è: “Ma ci state riprovando?”
Come se “riprovarci” fosse la cura.
Non è la cura, ve lo assicuro.
Stasera ho letto un aggiornamento su facebook: “Ho appena perso il mio cane, e mi chiedono se ne prenderò subito un altro. Mi chiedevano la stessa cosa dopo aver perso mio figlio.”
Come si fa, a pensare di sostituire un cane con un altro cane, una persona con un’altra persona?
Beh, NON SI PUÓ.
Non è la strada giusta.
Il punto non è decidere di avere un figlio o meno.
Il punto è che QUEL figlio non è qui.
So che è una cosa difficile da comprendere, per chi non ha mai avuto una gravidanza interrotta.
Ma per tante donne che non comprendono, sono certa che tante altre possono comprendere molto bene. E io questo post lo scrivo per tutte voi che mi leggete. Lo scrivo per far capire cosa succede nel cuore di una donna. Lo scrivo per parlare di qualcosa di cui, in genere, si ha paura di parlare.
Di nuovo.
Come quel giorno in cui ho fatto tanta fatica a pubblicare QUEL post.
 
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11 Comments
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    ero Lucy

    13 Ottobre 2014 at 1:53 Rispondi

    Felice che tu lo faccia ♡

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    anna tormen

    13 Ottobre 2014 at 2:24 Rispondi

    Purtroppo è un dolore che non passa mai, il mio ultimo bambino l’ho perso 14 anni fa (ne ho persi 5) e ognuno di loro ha un posto speciale nel mio cuore. Basta la notizia di un bambino abbandonato, maltrattato rifiutato per farmi tornare lo smottamento emotivo!

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    Lauryn

    13 Ottobre 2014 at 10:40 Rispondi

    capisco benissimo…e capisco che non è la cura cercarne un altro, ma è segno che stai andando avanti. cercarne un altro (perché sì, è un altro, non è “quello”), significa che stai cercando di nuovo la felicità. non cercarlo (ancora) significa che vuoi rimanere a crogiolarti nel tuo dolore ancora un po’. il che è normale, fallo. in realtà quando ti chiedono se ci stai riprovando ti stanno chiedendo se stai un po’ meglio, vedila così 🙂 dopo due aborti la mia filosofia è questa 🙂

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    Mamma Avvocato

    13 Ottobre 2014 at 11:06 Rispondi

    Hai fatto bene a scriverlo. Non ho perso nessun bambino e spero non capiti mai ma credo di capire.
    Perchè non è che quando ti muore un animale o una persona cara, si possa sostituire.
    Ho appeno perso un’amica vera e, nel frattempo, sta nascendo un’altra amicizia inaspettata: però non è che avere un’altra amica lenisca il dolore per quella persa, mai.
    Purtroppo si paral troppo spesso senza pensare, magari non lo si vuole, ma così facendo si ferisce chi già soffre e non è giusto.

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    L'angolo di me stessa

    13 Ottobre 2014 at 14:04 Rispondi

    Pensa a me invece i miei continuano a dirmi di aspettare, per stare meglio. E io non capisco cosa intendano. Non posso stare meglio, non starò mai meglio, avrò sempre e comunque perso mio figlio. E cercarne un altro significa solo che voglio un altro figlio, non che stia cercando di dimenticare quello che è successo.

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      Mammadesign

      14 Ottobre 2014 at 20:21 Rispondi

      Infatti: guardare avanti non significa dimenticare. Auguri di cuore!

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    allafinearrivamamma

    13 Ottobre 2014 at 22:41 Rispondi

    comunica.
    Sempre.

    il 15 ottobre ci sarà una candela accesa anche per il tuo frugoletto.

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    Archimamy

    15 Ottobre 2014 at 9:52 Rispondi

    Succede quando meno te lo aspetti, e non parlo soltanto dello smottamento emotivo!
    “mormora la gente mormora, falla tacere praticando l’allegria”

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