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I miei 5 esercizi per vincere la stanchezza

Giugno da noi è un mese «pieno».

La scuola, qua in Svizzera (almeno nel nostro cantone), finisce attorno alla prima settimana di luglio.

La mia iperattiva metà è spesso in giro per lavoro; di conseguenza, è facile che mi ritrovi da sola con tutto il peso della baracca da mandare avanti.

Quella piccola, in giugno, compie gli anni (e che non vuoi organizzarle una festa con gli amichetti?).

In più, la chiusura dei lavori, prima dell’inizio delle vacanze estive, incombe (quando si tratta di progetti che ti porti dietro da tempo, poi, non vedi proprio l’ora di concluderli).

Ergo, la stanchezza – allo scoccare dell’estate (estate? glom… qui sto per accendere il camino) – prende spesso il sopravvento.

Quest’anno abbiamo l’aggravante che piove ininterrottamente da oltre un mese; quindi, se solitamente l’arrivo della primavera (che sulle Alpi Svizzere giunge piuttosto tardi) è capace di dare nuovo sprint all’umore, nel 2016 questo  è rimasto ancorato al grigiore del cielo e alla pioggia battente.

Lavorare da freelance nel tuo home office è un affare rischioso. Chi ha fatto questa scelta lo sa.

I rischi maggiori? Pigrizia, facilità di distrazione, interruzioni forzate a causa di telefonate, improrogabili lavori di casa, gente che va e gente che viene, gestione di una vita familiare complessa che non aiuta certo la concentrazione, solitudine e mancanza di relazioni sociali (in questo senso, la possibilità di lavorare in un co-working è infinitamente migliore – se solo non costasse così caro qua in Svizzera). Aggiungici un ambiente “straniero” in cui capisci ancora un terzo di quello che ti dicono e i circa 9 mesi l’anno di tempo invernale, e fai il conto.

Nel frattempo, per riuscire a mantenere l’equilibrio e ritrovare quell’energia e positività che languono, non posso che ricorrere a ciò che mi aiuta a ritrovarle.

Ecco i miei 5 sassi, ai quali mi aggrappo disperatamente quando riesco a non farmi inglobare dal turbine della vita quotidiana. Con poca costanza, per la verità; per questo il metterli giù per iscritto è come prendere un impegno con me stessa, in una sorta di promemoria verso l’obiettivo di una vita più  sana.

 

1. Esercizio fisico (yoga, cyclette, corsa, nordic walking, fitness workout)

 

Il parco qua dietro casa è verde, boscoso e pieno di ossigeno. Da quando ci siamo trasferiti, a parte gli obbligati “fermi fisici” cui sono stata costretta per malanni diversi, è una bella risorsa per il nordic walking (al quale mi sono avvicinata soltanto da poco, dato che qui pare lo sport nazionale), corsa, camminate nella natura. Ma con la neve e la pioggia è poco praticabile, ed io sono una freddolosa allo stato puro: sotto i 5 gradi inzio a star male. Quindi, per ovviare al problema, quest’anno il marito mi ha regalato la cyclette per il compleanno (inutile sperare di usare la bicicletta, tra la pioggia e la neve che viene): un investimento per l’inverno che spero mi aiuti a mantenere la costanza. A questo alterno un po’ di fitness casalingo e di yoga, che non fa mai male anche se lo pratico ancora – e da tempo – a livello base.

 

2. Mindfulness/meditazione

 

Da qualche tempo ho scoperto una risorsa incredibile che sta diventando parte importante del mio percorso: il metodo mindfulness. Si tratta di un tipo di meditazione (di ispirazione buddista) che ha visto l’inizio del suo sviluppo alla fine degli anni Settanta, grazie al lavoro di un ricercatore dell’Università del Massachussets, Joe Kabat-Zin, e che si basa sulla presenza mentale e la focalizzazione dell’attenzione nel qui e ora. In pratica: «prestare attenzione al momento presente in  modo non giudicante» [Pietro Spagnulo, Mindfulness della vita quotidiana], per ridurre lo stress emotivo e ritrovare il benessere ed il controllo della propria vita. È un interessantissimo esercizio di meditazione che ha diverse modalità di esecuzione (meditazione del respiro, meditazione del corpo, meditazione dei pensieri, meditazione camminata, yoga mindfulness). Ma dato che non è mio compito parlare di mindfulness, soprattutto su questo blog dedicato alla casa e agli spazi dei bambini,  se ti interessa saperne di più ecco qua di seguito qualche risorsa, che puoi trovare facilmente su Amazon.

 

 

3. Gratitudine

 

La gratitudine ha un grande potere: quello di aiutarci a vedere il bello in ogni giornata. Troppo spesso, infatti, la nostra attenzione si concentra su rancori, rabbia, frustrazioni, piccole o grandi disavventure quotidiane che ci fanno perdere il filo distraendoci da ciò che di bello ci accade. Ringraziare a fine giornata per essere riusciti a concludere qualcosa, per quel sorriso ricevuto, per aver fatto felice quella persona, o anche solo per essere riuscita a ritagliarsi quelle due orette per lavorare con la ceramica, quei 20 minuti in cyclette, quella mezz’ora per prendere quel caffe’ con l’amica che rimandavi da tempo, per leggere un libro, per sistemare quelle carte che giacevano abbandonate da un mese, è un bel modo per andare a dormire sereni.

 

4. Decluttering, clutter clearing e riordino

 

La casa, dopo mesi o anche solo dopo pochi giorni, ha comunque e sempre bisogno di essere riordinata. Pulizia e ordine aiutano la mia chiarezza mentale, contro il cumulo di roba che ingombra l’ambiente. C’è quell’angolo rimasto abbandonato a sé stesso che ha bisogno di essere liberato, recuperato e reso vivo, luminoso, brillante; quella scatola di vestiti vecchi, completamente inutile e che può servire a qualcosa di più funzionale; la posta accumulata e mai sistemata per mancanza di tempo, che può trovare posto nella giusta cartella o buttata nel cestino; quei vecchi giornali (a che servono ormai?) che si sono accumulti e che possono essere buttati; quel sacco di fotografie mai sistemate, che potrebbero finalmente essere messe a posto in qualche album; i documenti di 10 anni fa che ormai non servono più. Insomma, la mia strategia (dato che tutto insieme, come suggerisce invece l’ormai conosciutissima e amatissima Marie Kondo, è un’operazione che per me richiede troppo tempo) è fare poco ogni giorno, per continuare quel decluttering iniziato ormai due/tre anni fa e rimettere insieme i pezzi dispersi per strada.

 

5. Fare il pieno di frutta e verdura

 

E qui arriva l’altra novità: mi sono convertita all’estrattore di succhi. Ho fatto la mia bella spesa, l’ho provato e me ne sono perdutamente innamorata. È noto che in cucina io sia una faticona (anche se quando mi ci metto poi qualcosa di buono esce). Ma è nota anche la mia golosità, la mia curiosità per le sperimentazioni ed il mio amore per gli abbinamenti azzardati. Non mangio molta frutta durante il giorno, almeno durante l’inverno (in compenso faccio il pieno in estate). Invece dovrei. Verdura cruda stesso discorso (soprattutto in inverno), mi fa fatica lavarla (sì, sono un caso disperato!). Con l’estrattore ho risolto il problema: i succhi sono talmente buoni che la fatica di tagliare frutta e verdura a pezzetti non è nulla in confronto alla bontà di ciò che viene fuori! Insomma, magari è la volta che la mia alimentazione diventa  un po’ più  sana…e la mia vita pure.

In tutto questo, ho scoperto una cosa eccezionale: con la salute migliora anche la creatività!

 

mammachecasa

 

 

 

 

 

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