EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

Categorie

Tag Cloud

Decluttering con i bambini

bloesemdesign.com

bloesemdesign.com

 

Vivere minimalista

C’è un modo molto efficace di semplicarsi la vita: ridurre il disordine in casa, eliminare il più possibile, fare spazio ai momenti da vivere più che agli oggetti ed alle cose, per recuperare la capacità  di cogliere ciò che per noi è essenziale.

Questa la base della filosofia del vivere minimalista che ha preso piede negli ultimi anni a seguito di quella parola un po’ strana che aveva visto grande diffusione qualche anno fa: il downshifting. Promotore e diffusore di questa [chiamiamola] “scuola di pensiero” è Joshua Baker, padre di famiglia, autore e fondatore del blog becomingminimalist.com.

Minimalism is the intentional promotion of the things we most value and the removal of everything that distract us from it. (Joshua Baker)

Organizzare ed eliminare gli oggetti inutili per vivere meglio e riprendere le fila della propria vita è divenuto ormai un must (grazie anche al grande e recente successo del metodo Konmari), ma dubito che qui in occidente ne abbiamo capita l’essenza fino in fondo. [Ho letto il libro della Kondo, “Il magico potere del riordino” soltanto l’estate scorsa, e non è escluso che ne faccia prossimamente una recensione, anche se ormai tutto – e anche di più – è stato detto.]

Ciò tanto più vero per le camerette e gli spazi dei bambini.

 

L’importanza dell’ordine

Già Maria Montessori, diversi decenni fa, aveva intuito l’importanza dell’organizzazione degli ambienti nelle scuole dell’infanzia in base alle diverse attività per rendere indipendente il bambino e favorire il suo sviluppo generale. Se avete mai avuto l’occasione di visitare una scuola montessoriana o letto qualcosa in proposito sapete di cosa parlo: ogni gioco/attività ha il suo posto preciso.

Uno dei miei principi base quando affronto la progettazione o il restyling di una cameretta è proprio quello di separare le aree funzionali in base alle varie attività della giornata: c’è il momento del relax, quello del gioco, quello dello studio e quello del sonno (per capire meglio di cosa parlo rimando a questo articolo scritto tempo fa per Donna Moderna Bambino). Ogni zona, piccola o grande che sia, inglobata o meno nella camera dei nostri figli, necessita di un ordine proprio, per essere fruita agevolmente e serenamente. Lo stesso vale per i giochi e gli oggetti che contiene.

 

montessori pre-school

Immagine: peacefulpathwaysmontessori.com

 

Quante volte al giorno ci troviamo a ripetere «Hai messo a posto i tuoi giochi?», «Non buttare i vestiti per terra!», «Hai fatto cartella?», «Prima di iniziare un nuovo gioco, metti a posto quello che hai appena concluso», e così  via? Io tante. Bello, bellissimo e fantastico l’entusiasmo dei bambini, sì; ma non aiuta nessuno (e non solo noi genitori, ma i nostri piccoli per primi). E quante volte ci troviamo a rimettere ordine nelle loro stanze giunte al punto di non ritorno?

Bene, come il decluttering aiuta noi, può aiutare anche i nostri figli.

La settimana scorsa ho sentito mio marito rimproverare la piccola perché  non è abbastanza ordinata e non rimetteva a posto la sua stanza da diversi giorni. Siamo da poco tornati dalle vacanze natalizie, pieni di giochi nuovi portati da Babbo Natale: ovvio che abbia voluto nei giorni scorsi provarli tutti!

«Non è colpa sua, non sa dove metterli», gli ho risposto, con un lieve senso di colpa per non aver avuto ancora il tempo di occuparmene. Gli scaffali e gli armadi sono pieni di giochi e roba vecchia; ho realizzato che non c’era proprio posto per fare spazio alle novità abbandonate in terra da giorni!

Era necessaria una bella operazione di decluttering, oltre che un giro da IKEA (al quale pensavo da un po’) per procurarle una nuova libreria.

Ricordiamoci che

Organizzare gli oggetti e fare ordine è una soluzione temporanea (Joshua Baker)

 

Il decluttering con i bambini

Troppo spesso prendiamo noi l’iniziativa di eliminare giochi, giornali e libri vecchi dalla cameretta dei nostri figli. È un lavoro in più  per noi e non insegna  nulla a loro. Oltretutto si ottiene il risultato di sentirsi rimproverare perché magari quel gioco che amano tanto è sparito dalla circolazione. Io rimprovero ancora oggi a mia madre di aver eliminato cose a cui tenevo e che avrei invece voluto tenere!

Perché allora non coinvolgere i nostri figli nelle operazioni di decluttering delle loro camerette?

Capita troppo spesso che facciamo decluttering per loro, anziché CON loro (okey, ogni tanto è ammesso, soprattutto nei casi più  patologici! 😀 ). Eppure sono loro i protagonisti della loro vita ed i primi possessori dei loro giochi e fruitori della loro camera. Per questo, e per molte altre ragioni, la prima selezione dovrebbe essere fatta CON loro, non per loro.

Sono sicura che i risultati di questo modo di agire non siano soltanto a corto termine, nell’avere cioè una stanza momentaneamente più ordinata, ma che si ripercuotano anche sul lungo termine, sulla capacità del bambino di prendere coscienza di  sé, della sua capacità di scelta, dei propri desideri e della costruzione della propria identità (esagero, ma in parte credo profondamente che sia così).

E ci sono tante altre lezioni che possiamo “passare” ai nostri piccoli attraverso la pratica del decluttering:

  • avere meno cose aiuta a mettere a posto più  velocemente! :)
  • regalare o dar via qualcosa che non usiamo più può far felice qualcun’altro (generosità)
  • liberare spazio in casa rende più leggeri e permette di avere più posto a disposizione per giocare
  • può favorire l’auto-disciplina (mettere a posto diventa un processo naturale)
  • eliminare il vecchio dà l’opportunità di sperimentare il nuovo
  • aiuta a capire e dare valore a ciò  che è davvero importante per noi
  • favorisce l’autostima e la coscienza di sé
  • fare insieme le cose regala al bambino attenzione, importanza, la sensazione che si ha fiducia in lui e nelle sue scelte, consapevolezza di sé stesso e dei propri desideri

 

Mi fermo ma potrei andare avanti, perché quello che ho scoperto dall’osservazione di mia figlia e della nostra esperienza di decluttering insieme va di gran lunga oltre la semplice eliminazione di oggetti.

 

Il nostro decluttering assieme

Dal coinvolgimento di mia figlia nell’operazione di decluttering (lo avevo già fatto in passato, per la verità, ma con meno attenzione) ho scoperto cose che assolutamente non mi aspettavo:

  • quello che lei sceglieva di tenere era diverso da ciò che avrei tenuto io
  • ciò che io ritenevo importante (con gli occhi di mamma legata indissolubilmente alla prima infanzia di sua figlia) per lei era già superato e poteva tranquillamente essere buttato o dato via
  • alcuni giornaletti da colorare, quiz e giochi vari che io avevo tenuto nella speranza che lei li finisse o nella convinzione che ci giocasse ancora erano ancora lì dall’ultimo decluttering, segno che non la interessavano più (e che mai li avrebbe ripresi in mano!). «Mamma, sono da bimbi piccoli», mi ha risposto concisa. 😀

 

In conclusione: io non sono lei. E lei ha il diritto di fare le sue scelte, giuste o sbagliate che siano.

Così siamo partite da qua,tirando giù tutto dalla vecchia libreria:

 

caos

 

che è stata riutilizzata qui,accanto alla scrivania:

 

angolo_musica

 

Abbiamo creato l’angolo della musica (che ancora mancava), mentre dal davanti la vecchia Expedit di Ikea è stata dotata di uno sportello e due cassetti in modo da servire da supporto alla scrivania.

Lei ha fatto la prima selezione, e questa volta mamma non ha stravolto le sue scelte ma le ha rispettate.

 

libreria kallax

[in corso d’opera]

 

Alla fine siamo arrivate qua, scegliendo assieme la nuova disposizione degli arredi (con l’aiuto della mamma-architetto, e del papà per il montaggio della nuova libreria):

 

angolo lettura

La nuova sistemazione.

 

Il risultato non ci sembra male (anche se fatto in economia e di fretta). C’è ancora molto di troppo ma più di questo non siamo riuscite a fare (e abbiamo riempito tre sacchi!).

 

angolo lettura cameretta

L’angolo della lettura ha ripreso forma.

 

Ah sì, dimenticavo: l’altra grande lezione che ha imparato quella piccola è che il cambiamento fa parte della vita, ed è un bene, molto spesso; aiuta a crescere e a scoprire cose nuove!

«Mamma, sai, mi sembra strana la mia camera così.»

«Nn ti piace?»

«Si, mi piace molto! Solo che non sono abituata.»

«Possiamo sempre cambiare di nuovo, se non ti trovi bene!» :)

Oggi è già lì  che riorganizza il suo nuovo angolo studio e rilegge tutti i suoi vecchi libri in inglese prima sotterrati dai nuovi in lingua tedesca.

Quello che ha imparato la sua mamma, invece, è che la sua bambina cresce velocemente ed è capace di fare le sue scelte in maniera autonoma e sicura. È un primo passo per il rispetto delle sue scelte, che (so già) saranno diverse da quello che vorrebbero mamma e papà per lei.

E poi i bambini hanno questo grande dono: vivono nel presente molto più di noi adulti.

_______________________

Ti avevo promesso nello scorso post un tema mensile al quale partecipare attraverso pensieri, foto, posts sui social o sul tuo blog. Quello di gennaio è questo: il decluttering con i bambini.

Ti chiedo quindi, se hai piacere di unirti a questo “esperimento”, di postare fotografie dei tuoi momenti più significativi sul tema proposto, posts o/e pensieri sui social networks (instagram, facebook e twitter) con l’hashtag #MCCdeclutteringbimbi, in modo da poterli rintracciare facilmente. Puoi anche lasciare un commento qua sotto con il link al tuo post, o il tuo pensiero direttamente qua sul blog.

Qual è stata la tua esperienza di decluttering assieme ai tuoi figli? Cosa hai imparato/osservato da questa esperienza?

Scopriremo alla fine del mese quello che sarà venuto fuori da tutto questo!

Ti ringrazio per la partecipazione. Mi auguro di poter sentire presto la tua esperienza diretta. :)

Se ti è piaciuto condividi:
2 Comments
  • gabriella carofiglio

    19 gennaio 2017 at 14:26 Rispondi

    ogni tato ci proviamo e…hai ragione tu, io non sono lei!
    Io butterei delle cose, anche minuscole, che lei conserva con cura. Io conserveri i vecchi libri da colorare, lei invece li vuole buttare perché non le piacciono. Bisognerebbe fare decluttering (e relativo riordino) almeno una volta al mese :-)
    Una domanda: quel contenitore a sospensione ikea, fuxia…come vi trovate? io ne ho uno, ma mi son sempre chiesta come fare a far sì che si recuperino i giochi in alto senza che i bambini si appendano 😛

    • Dalia

      Dalia

      19 gennaio 2017 at 16:12 Rispondi

      Ciao Gabriella,
      in realtà per il decluttering vero e proprio (quello “grosso”) a mio avviso basta una volta l’anno, ma è buona norma mantenere la stanza più libera possibile, anche per la pulizia e la salubrità dell’ambiente (che sappiamo benissimo cosa significa con dei bimbi in casa! ).
      Il contenitore sospeso (IKEA, come molto del resto dato che siamo in affitto ed è probabile che tra poco si debba cambiare casa) è comodissimo: mia figlia ha ormai 8 anni, è piuttosto alta e fin da quando siamo entrati in questa casa ha imparato a cercare di non “appendervisi”. Se ben fissato ad una trave del soffitto non c’è pericolo che crolli, ma è bene centrarla quando si fora, altrimenti si rischia appunto il crollo dell’elemento. Sconsigliato se hai un controsoffitto in cartongesso, per il quale occorrono viti particolari per il fissaggio (dette “a farfalla”) e che è solitamente meno solido. Per gli arredi dei bambini io tendenzialmente eviterei elementi sospesi.
      Se vedi bene, inoltre, l’ultimo scomparto è vuoto e nel penultimo ho messo i peluche che le piacciono meno!

Post a Comment