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Sospesa

C’è un momento, dopo che “il frutto se n’è andato” (come mi è stato detto venerdí 6 giugno 2014 in quello studio ginecologico), un momento che è un limbo: pesante, lungo, insostenibile.

Dopo lo stordimento dei primi giorni, dopo le lacrime, dopo la rabbia, dopo i sentimenti che dentro di te si affrontano in uno spietato torneo di lotta greco-romana, c’è una cosa che non ti aspetti: la sospensione.
Durante la fase di sospensione la tua mente è giá oltre (o si illude di esserlo): vorrebbe andare avanti e buttarsi tutto dietro le spalle, guardare al presente e al futuro, continuare la propria esistenza senza porsi troppi problemi; mentre il tuo corpo è lí, a ricordarti quello che è appena successo e che bene o male devi continuare a guardare in faccia. A ricordarti che hai bisogno di tempo, che avete bisogno di tempo. A ricordarti quel dolore interiore, attraverso il dolore fisico. Perché quel dolore, e ció che ha tirato fuori, lo devi attraversare. TUTTO.
Pare che sia un dolore che va accolto, come mi è stato detto. 
Pare che Roma non sia stata costruita in un giorno, e dunque un aborto spontaneo debba avere un decorso naturale che il tuo corpo non riesce a comprendere. Lui conserva la memoria di quella gravidanza che ormai non è piú nulla, mentre la tua testa è giá oltre. Invece è bene che torni indietro, alla veritá. E porcaputtana se è doloroso.

Stanno ancora monitorando il mio livello ormonale per capire come procedere. 
Pensavo di aver pianto abbastanza lacrime, nelle ultime due settimane. 
Invece, evidentemente, devono uscire proprio tutte tutte.
Devono scavare a fondo, lasciare il segno, invadere anima e corpo e ripulire tutto, perché forse solo cosí quel dolore puó diventare costruttivo.

Ho parlato in prima persona, questa volta.

Speravo di raccontare una bella storia e invece sono qui a parlare di cose tristi.
E tuttavia intendo parlarne, perchè altre donne possano capire che tutto ció che stanno passando o hanno passato (i sintomi, le emozioni, le paure) è assolutamente normale. 
È la vita che fa il suo corso.

Per compensare quel dolore, questa sera il cielo davanti alla mia finestra è stato invaso da un meraviglioso arcobaleno. Sará il regalo di un uccellino che è volato via?
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16 Comments
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    Monica Gigante

    20 Giugno 2014 at 11:34 Rispondi

    Ti mando un abbraccio,
    credo che tu sia sulla buona strada, sebbene, come dici, sia molto dolorosa…
    e poi è vero ci vuole del tempo…
    le tue sono parole molto belle e toccanti
    forza…

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    ero Lucy

    20 Giugno 2014 at 13:24 Rispondi

    ♡ ti stringo a me.

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    Luciano

    20 Giugno 2014 at 16:57 Rispondi

    E porcaputtana se è doloroso.
    E l’unica cosa che puoi fare è vivere questo dolore fino in fondo. Con una certezza: non sei sola. C’è qualcuno che ha vissuto questo dramma come te e ti capisce.

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      Mammadesign

      20 Giugno 2014 at 23:59 Rispondi

      L’unica cosa positiva è che ora capisco anch’io. Non arrivi a comprendere a fondo, se non lo passi. Mi dispiace Luciano. E grazie.

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    L'angolo di me stessa

    20 Giugno 2014 at 17:37 Rispondi

    Mamma quell’arcobaleno è dolorasamente bello…
    Un abbraccio, ancora una volta.

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    silvia

    20 Giugno 2014 at 18:22 Rispondi

    Parlane e parlane ancora, Dalia. Fa bene a te e a chi ti legge. Un abbraccio ancora e… parlane!

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      Mammadesign

      20 Giugno 2014 at 23:53 Rispondi

      Non ne sono ancora cosí sicura, sai? Faccio fatica, a mettere insieme i pensieri.

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    Palmy

    20 Giugno 2014 at 18:25 Rispondi

    Ti ho risposto su FB, qui ti lascio questa poesia che mi fa pensare alla tua circostanza:
    Possa la strada farsi incontro a te,
    possa il vento essere sempre alle tue spalle,
    possa il sole splendere caldo sul tuo viso,

    possa la pioggia cadere leggera sui tuoi campi.

    E fino a quando non ci incontreremo di nuovo,

    possa Dio tenerti nel palmo della sua mano.

    (Antica benedizione celtica)

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      Mammadesign

      20 Giugno 2014 at 23:57 Rispondi

      Grazie Tiziana, è bellissima ❤️
      Ora basta peró farmi piangere

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    Mamma in Oriente

    23 Giugno 2014 at 5:53 Rispondi

    Ci sono passata due volte, entrambe senza raschiamento. Non ti so dire quindi cosa sia meno peggio. Per il secondo aborto naturale ho dovuto aspettare 17gg dopo che sapevo che non c’era più vita dentro di me. Ti posso dire che questo stare in sospeso è altrettanto doloroso e che quando sarà tutto finito certo non starai bene, ma sarà almeno un punto da cui ripartire. Tu, come era per me, hai già una meravigliosa creatura a cui stringerti. Questo ti sarà veramente d’aiuto. E poi a me è arrivato un altro splendido bimbo talmente dolce e tenero che mi ha ricompensato di tutto il dolore provato ed ho pensato che forse, per quanto sembri innaturale, in tutto ciò che avviene ci sia un disegno. Ti abbraccio

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      Mammadesign

      24 Giugno 2014 at 9:19 Rispondi

      Forse si, ma e’ difficile da accettare lo stesso.
      Grazie per il tuo abbraccio.
      Aggiornamento: forse del raschiamento non ce ne sara’ bisogno. Ma e’ lunga.

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    Il Frutto Della Passione

    15 Luglio 2014 at 20:15 Rispondi

    Ho letto la tua storia col fiato sospeso e ancora fatico ad ordinare le idee, così da poter lasciare un commento sensato. Il nostro percorso è diverso, non l’epilogo purtroppo. Spero tu abbia potuto evitare il raschiamento, perché nella mia esperienza è stato qualcosa di infinitamente doloroso. Il dolore oltre il dolore.
    Spero che adesso vada meglio, almeno un po’. Un abbraccio sincero.

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      Mammadesign

      21 Agosto 2014 at 11:02 Rispondi

      Si, e’ stato evitato. Fortunatamente o no, non l’ho ancora capito: ci vuole parecchio tempo prima di tornare a posto, in ogni caso.

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