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Lasciar andare

Lasciar andare.
Sull’onda del percorso di decluttering intrapreso qualche tempo fa avevo augurato a me, a voi, a tutti di imparare a lasciar andare. Cose, oggetti, situazioni, rapporti, lavori, sforzi inutili che non portano da nessuna parte se non a farsi del male o a perder tempo prezioso.
Già, il tempo… Quello che hai dedicato a qualcosa in cui hai creduto profondamente. Quel tempo preziosissimo in cui hai combattuto per qualcosa che alla fine, hai scoperto, non dipende solo da te.
È difficile lasciar andare un sogno, un desiderio, un progetto, un’idea.
Anzi, è la parte più difficile.
Che si tratti di un lavoro, di un progetto di vita o di qualunque altra cosa, hai la sensazione di aver speso anni dietro ad un fuoco fatuo. E fa rabbia. Tanta rabbia.

Si dice che i fallimenti siano solo una tappa verso il successo.

Può darsi. Lì per lì, però, fanno male.
Non so se si tratti soltanto di lasciar andare il dolore, o il dolore per qualcosa che non è stato (ho citato questa esperienza, ma può essere qualunque cosa).
Si tratta certamente anche di lasciar andare tutto quello che quel dolore si porta dietro.
E spesso, troppo spesso, è molto di più di quello che sembra.

Liberarsi degli oggetti inutili è solo il primo passo.

Liberarsi delle cose del passato, perché in quel passato non ti riconosci più, la tappa successiva.
E già qui c’è il primo scoglio, perché spesso gli oggetti che ci ricordano qualcosa che fa/ha fatto parte di noi sono difficili da eliminare: li sentiamo vicini, parte della nostra storia, ma ci dimentichiamo che la nostra storia, le nostre cicatrici, le nostre gioie, il nostro passato, è IN noi, dentro di noi, non in quegli oggetti.

Liberarsi dei progetti che non funzionano/non hanno funzionato, perché anche quelli vedi che non hanno più senso, è un ulteriore passaggio. Ed è doloroso lasciar andare qualcosa in cui ha creduto (e due; lo ripeto per autoconvincermi, probabilmente).

Dopo questa eliminazione, ti troverai perso, lungo la strada.
Ma forse avrai lasciato andare veramente, e sarai pronto ad accettare qualunque cosa la vita decida di portarti, non solo quello che vuoi/avresti voluto che fosse.

La libertà fa paura.

Il troppo spazio intorno, le infinite possibilità aperte, potrebbero darti un lieve capogiro.

Ma dicono che bisogna perdersi, per ritrovarsi.
 

Immagine tratta liberamente dalla rete.

 

 

N.B.
Questo post l’ho scritto per me, perché sono in questa fase, ma anche per le tante persone che hanno visto ultimamente fallire i loro progetti, che hanno la sensazione di essere tornate al punto di partenza, che si sentono azzerate, che hanno visto la fine di un sogno in cui avevano creduto.
Forse bisogna solo prendere consapevolezza che non è la fine, ma un nuovo inizio: se la vita è cambiamento, allora bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione ed abbandonarsi a questo cambiamento.
Anche se non sai dove ti porterà.

 

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14 Comments
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    Mamma al cubo

    6 Febbraio 2015 at 12:19 Rispondi

    Ti auguro tanto di riuscire a lasciar andare per trovare nuove strade, nuovi progetti, nuove sorprese. Quando non sai cosa ti aspetta è difficile, ma sai che è l’unica cosa giusta da fare.
    Faccio il tifo per te!!!

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    Giovanna Uccheddu

    6 Febbraio 2015 at 13:41 Rispondi

    Io sono in questa fase proprio ora: devo imparare a lasciar andare alcune cose e persone del passato; fallimenti dolorosi di cui però so che se non mi libero non potrò mai andare avanti. ti abbraccio

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      Mammadesign

      9 Febbraio 2015 at 14:58 Rispondi

      Restituisco l’abbraccio!
      Vedrai che il fallimento doloroso si trasformera’, basta riuscire ad inquadrarlo e renderlo prezioso

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    Mamma Nontiarrabbiare

    6 Febbraio 2015 at 15:34 Rispondi

    Innanzitutto ti auguro di aprirti a sempre nuove opportunità senza le zavorre degli “insuccessi”, specialmente ora che – se non ho capito male – sei in piena fase decluttering nella tua vita.
    E lo stesso augurio lo giro a me, che ancora non supero vecchi scivoloni e che proprio ora ho visto sfumare la mia laurea. Forse è seriamente ora che mi do anche io al pulire la mia vita, di oggetti, di presenze, di assenze e paure.

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      Mammadesign

      9 Febbraio 2015 at 15:00 Rispondi

      Grazie!
      Ripulire dalla polvere e fare spazio e’ sempre motivo di riflessione.
      Almeno ti tieni occupata, mentre rifletti! 🙂

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    Murasaki

    6 Febbraio 2015 at 16:32 Rispondi

    Ti auguro la leggerezza di trovare e accettare i nuovi percorsi in cui ti imbatterai.
    Un abbraccio

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    mariafelicia magno

    6 Febbraio 2015 at 17:38 Rispondi

    ti auguro il meglio,mi sono persa e ritrovata ed oram non so in che fase sono ma prendo il meglio da ogni cosa

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      Mammadesign

      9 Febbraio 2015 at 15:06 Rispondi

      Forse perdersi e’ fondamentale per ritrovarsi…
      Le fasi vanno e vengono, ma il cammino e’ il tuo e l’importante e’ che tu abbia chiara la meta.
      Auguri anche a te!

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    Lauryn

    6 Febbraio 2015 at 18:05 Rispondi

    ti auguro il meglio cara. io il cambiamento vorrei affrontarlo, ma devo aspettare i tempi di mio marito. il mio peggior incubo è che aspettato tutto questo tempo, fatti mille progetti, poi lui non voglia, irragionevolmente, affrontare il cambiamento. Rimanere qui, fossilizzarsi, vivere alla giornata senza progetti…mi fa più paura che fare il salto. Tu sai di che parlo.
    Un abbraccio.

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      Mammadesign

      9 Febbraio 2015 at 15:04 Rispondi

      Ti consiglio di parlarne con lui, di aprirti e fargli capire l’importanza che ha per te. Cosi’, esattamente come lo hai detto a me. Ti riabbraccio forte

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    Mimma Zizzo

    7 Febbraio 2015 at 13:57 Rispondi

    Ho imparato a trasformare o almeno a provarci tutto in un’opportunità . Anche le fasi più dolorose …. Trovo che il tuo suggerimento di lasciar andare tutto quello che non serve.. Tutto quello che il dolore si porta dietro .. Sia davvero fondamentale !

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      Mammadesign

      9 Febbraio 2015 at 15:08 Rispondi

      Non sai quanto! Pero’ prima di lasciarlo andare bisogna guardarlo in faccia, coccolarlo, elaborarlo. E soprattutto APRIRLO, come le scatole di un trasloco, per poter decidere cosa farne. L’ho imparato da poco. 🙂

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