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Biblioteche per bambini

Mia figlia ha sempre amato i libri, fin da piccolissima.

Certo, glieli ho sempre fatti trovare in casa, in stoffa o in cartone, adatti alla sua età e accessibili alle sue manine e alla sua altezza fin dal momento in cui si aggirava per casa gattonando. Tutte le sere le leggevo un libro diverso, acquistato o preso in prestito alla biblioteca del quartiere. Come tutti i bambini, una volta che le aveva preso il trip del libro che le piaceva, lo voleva leggere all’infinito. 😀 Spesso inventavo storie prima di addormentarla  (anche assurde, ma a lei piacevano, mentre io riscoprivo in me quella fantasia un po’ atrofizzata che da grandi dimentichiamo di esercitare), nella semi-oscurità della sua stanzetta, stimolando la sua immaginazione e cercando di favorire il linguaggio, che nei bambini bilingui compare generalmente in ritardo e che risulta – soprattutto nei primi anni – particolarmente “mixato”. La sua innata curiosità, e forse il carattere pacato e riflessivo, hanno fatto il resto.

Quando vivevamo a Londra era facile aiutarla a sviluppare l’amore per i libri: in inverno, quando il parco era meno accessibile ed il vento londinese troppo freddo e battente, andavamo a rifugiarci nella biblioteca per bambini del council, o in giro per i bookshops megagalattici della capitale, dotati di reparto e area-lettura per i più piccoli che tutte le librerie per ragazzi dovrebbero avere (primo fra tutti Waterstones, una catena inglese che ha diversi punti vendita in diversi punti della città).

 

Waterstones_bambini

Un negozio Watersones a Londra, reparto bambini. (2012)

 

La biblioteca di quartiere aveva una stanza dedicata ai più piccoli al secondo piano dell’edificio, grande e ben organizzata, con diverse sezioni suddivise per età, lingua, materia; fungeva anche da punto di  appoggio per i ragazzi più grandi che cercavano approfondimenti per i compiti a casa, grazie a qualche tavolino con sedie della dimensione giusta sparsi tra gli scaffali o radunati in un’area precisa.

 

Library_in_London

La nostra biblioteca del council a Londra (2012)

 

Poco tempo fa abbiamo scoperto anche qui  in città una biblioteca per bambini con grandi reparti e libri in 16 lingue diverse: ci si è illuminato il mondo. Finalmente qualcosa che faceva parte della nostra quotidianità a Londra e che possiamo continuare a fare senza dover andare troppo lontano. L’unica differenza rispetto a Londra (piuttosto sostanziale, comunque) è che non ha né il sito internet, né il servizio di rinnovo online (peccato, la digitalizzazione qui in Svizzera è indietro!). Gli spazi tuttavia sono ben organizzati e ben suddivisi in zone funzionali, i percorsi sono comprensibili (ci sono indicazioni chiare su dove è collocata ogni sezione) e c’è perfino un’area per giocare alla Playstation!

 

 

I benefici della lettura  nel bambino sono molti:

  • sviluppano la fantasia
  • favoriscono la concentrazione
  • stimolano la comparsa del linguaggio
  • consentono l’acquisizione di competenze linguistiche che si ripresentano successivamente negli anni della scuola nello studio e nella scrittura

 

La biblioteca può diventare, nella città del futuro a misura di bimbo (e di fatto lo sta diventando, anche in Italia, grazie alle numerose attività che le biblioteche stesse organizzano – come ho avuto modo di verificare durante i nostri soggiorni italiani) un punto d’incontro, di socializzazione, di scambio emotivo, di sviluppo di competenze e capacità.

È vero, in questo momento storico l’Italia ha difficoltà a stanziare finanziamenti pubblici per lo sviluppo di biblioteche per bambini che siano efficienti e funzionali (comprese quelle che si trovano all’interno degli edifici scolastici). Ma come municipalità, direttori scolastici, insegnanti, imprese, negozi, enti ed associazioni private possiamo fare molto, perché in realtà per organizzare una biblioteca a misura di bimbo non occorre un investimento grandioso; sono sufficienti alcuni accorgimenti di base (che con l’aiuto di un buon progettista o interior designer competente possono essere integrati in maniera consona e funzionale) e che mi limito ad elencare qui di seguito:

  • organizzazione funzionale degli spazi (magazzino, ingresso, amministrazione, reception ecc.), delle aree (lettura, consultazione, studio, attività culturali di supporto), delle sezioni (bambini, ragazzi, ecc.), dei percorsi e degli arredi
  • impianto illuminotecnico adeguato
  • arredo a misura di bimbo (scaffali ed espositori, tavoli, sedie, poltrone, cuscinoni sparsi in terra, materassi, ecc. opportunamente dimensionati, epr rendere il bambino autonomo nella scelta)
  • segnaletica chiara
  • sicurezza per i più piccoli
  • piano di evacuazione e impianto antincendio
  • accessibilità della struttura
  • dimensionamento a seconda del bacino di utenza
  • servizio di prestito e restituzione digitalizzato
  • Importante: nella fase progettuale occorre tener presente che la biblioteca è un organismo in crescita

 

Troppo spesso, nell’organizzazione della biblioteca, la sistemazione degli interni viene demandata al personale bibliotecario, mentre basterebbe una semplice consulenza (non necessariamente un progetto esecutivo – comunque auspicabile – a meno che non si tratti dell’adattamento di un edificio esistente e degli impianti relativi) con qualcuno in grado di mettere insieme tutti questi elementi per creare uno spazio che sia realmente funzionale e a misura di bimbo.

Ai suggerimenti suddetti aggiungerei volentieri, per il piano gestionale (a seguito della mia esperienza personale):

  • sito internet e servizio digitalizzato
  • ore di lettura per i bambini  più piccoli
  • attività e workshop differenziati per far diventare la biblioteca un luogo “vivo”

 

So cosa state pensando:

“Ma tra pochi anni non esisteranno più neanche i libri!  È quasi tutto ormai digitale, gli e-books stanno da tempo soppiantando la carta stampata. Vale davvero la pena investire ancora nelle biblioteche (pubbliche o private che siano)?”

Risposta: si, ne vale la pena, perché – come afferma un recente studio – “i bit non soppianteranno mai completamente la carta” (“Architettura della biblioteca”, Marco Muscogiuri) e il mondo ha ancora bisogno di luoghi fisici, non soltanto di servizi o di spazi mentali: luoghi di aggregazione, incontro, scambio emozionale e intellettuale. In una parola, di quei luoghi di “connessione” che nella nostra società frettolosa e distaccata stanno lentamente scomparendo.

Voi pensate che ci sia ancora bisogno di bliblioteche per i nostri ragazzi?

 

 

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1 Comment
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    Veronica

    14 Gennaio 2016 at 17:14 Rispondi

    No, gli ebook non stanno soppiantando la carta stampata, lo dicono anche i dati di vendita USA. Sono complementari.
    Penso che le biblioteche esisteranno sempre, perché sono troppo comode! Se dovessi comprare tutti i libri che mi chiede mia figlia diventerei povera…e poi sono un posto dove so socializza, organizzano incontri. ..qui a Milano le biblioteche di quartiere funzionano, anche se in effetti l’arredamento lascia a desiderare.

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