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Questione di altezze, anzi di “bassezze”! – Spazi a misura di bimbo

Parliamo di ambienti a misura di bimbo (tanto per cambiare! :D), ma questa volta riferiamoci, anziché a scuole, asili e spazitradizionali a loro dedicati, all’ambiente casa, un microcosmo spesso trascurato ed organizzato per essere vissuto ed usufruito principalmente da adulti. È in quel microcosmo che il bambino vivrà parte delle sue giornate, se non addirittura la maggior parte, almeno fino all’età di tre anni, quando verrà probabilmente inserito alla materna. Di qui l’importanza di ambienti adeguatamente dimensionati.

 

«Aiutami a fare da me»

Più e più volte abbiamo accennato al principio montessoriano dell’«aiutami a fare da me».*

Aiutami a fare da me perché è così che imparo. Aiutami a fare da me perché è attraverso l’azione ed il movimento nello spazio che faccio le mie esperienze. Aiutami a fare da me perché è così che posso appropriarmi del mondo che mi circonda e diventare un essere autonomo. Aiutami a fare da me perché è solo attraverso la ripetizione e l’esercizio che acquisisco coscienza delle mie possibilità, capacità, potenzialità; perché è così che posso mettermi alla prova e capire fino a che punto spingermi nelle mie sperimentazioni. Aiutami a fare da me perché quando sarò grande è da solo che dovrò affrontare il mondo ed ho bisogno di sapere che sono in grado di farlo.

 

Un ambiente proporzionato

Maria Montessori suggerisce di iniziare l’avventura del fare da sé dai piccoli gesti quotidiani adeguati all’età del bambino, i quali rappresentano l’inizio di un percorso individuale che lo accompagnerà per tutta la vita.

Per arrivare a fare da sé, nell’età che va da 0 a 6 anni, tuttavia, il bambino ha bisogno di muoversi in uno spazio che sia alla sua portata, di un «ambiente proporzionato». Questo è ormai [quasi ovunque] la norma nelle scuole, organizzate con arredi dimensionati in base alla sua altezza e  «secondo le sue capacità motorie, operative e mentali»**, soprattutto quelle di stampo montessoriano. Ma non succede molto spesso, purtroppo, nelle nostre case, comunemente impreparate ad accogliere l’arrivo di un bambino che in ogni minuto-secondo della sua vita è programmato per «assorbire», imparare, apprendere, sviluppare qualche organo/funzione/capacità.

Pensiamo a preparare il nido, la cameretta del nascituro come se il suo essere neonato fosse una condizione statica. Pensiamo che avremo bisogno di un fasciatoio, di una sedia a dondolo per l’allattamento, di una culla per la nanna (senza sapere poi che ce lo ritroveremo quasi perennemente nel lettone), di una giostrina con una musichetta dolce per addormentarlo, ma trascuriamo il fatto che quel bambino ci seguirà probabilmente ovunque dal momento in cui inizierà a gattonare e farà le sue prime esperienze in tutti gli angoli della casa, non solo nella sua cameretta.

Ma cosa significa esattamente ambiente proporzionato?

Significa avere arredi  adeguatamente dimensionati, leggeri, arrotondati, facilmente trasportabili da una parte all’altra della stanza.

Significa aver accesso agli oggetti di lavoro, che devono essere posti su mensole basse ed in luoghi visibili, per i quali non sia necessario salire su una scala o arrampicarsi sui mobili.

Significa riuscire a svolgere tutte le funzioni quotidiane senza troppo sforzo.

Invece cosa troviamo nelle nostre case?

Arredi e dimensioni a misura di gigante, dove i giganti siamo noi adulti.

 

gulliver

Ad altezza di bimbo

Non mi sembra un caso, ad esempio, che il “gattonatore” abbia la tendenza ad infilare le dita nelle prese elettriche presenti nelle murature: sono le uniche cose alla sua portata, disposte come sono a 20-30 cm da terra! O a mangiarsi ed esplorare con la bocca ciò che trova sul pavimento, di qualunque cosa si tratti. È una questione di “bassezza”!

Tutto quello che c’è da esplorare, in casa, è solitamente situato in alto, dove lui non arriva. E noi adulti abbiamo la tendenza a dimenticare che il bambino, con quella grande forza e curiosità che si ritrova, è capace di arrivare ovunque.

Ad esclusione della cameretta, per la quale solitamente scegliamo arredi a misura di bimbo, il resto della casa è sovradimensionato. Così, per pranzare o cenare al tavolo con noi dovrà arrampicarsi su una sedia troppo alta o stare su un seggiolone sul quale non può salire autonomamente, per giungere sul divano farà sforzi immani, per arrivare al gabinetto (opportunamente dotato di riduttore perché non vi caschi dentro) o al lavandino avrà bisogno di un rialzo, per prendere un libro dalla libreria dovrà arrampicarsi sugli scaffali rischiando làosso del collo, per aprire le porte delle stanze anche (a due anni a volte non arrivano ancora alla maniglia), e così via per ogni piccola azione quotidiana.

L’altezza del bambino, dai 2 ai 6 anni, varia più o meno tra gli 80 e i 120 cm, chi più chi meno.

Qui di seguito uno schema generale delle altezze e delle proporzioni del corpo del bambino dai 18 mesi ai 6 anni:

 

antropometria bambino

Le misure antropometriche prese in considerazione sono relative all’altezza media del bambino a 18 mesi, 3 anni e 6 anni. Ovviamente le variazioni da bimbo a bimbo sono notevoli, a seconda del precentile di crescita; di conseguenza tali misure non sono assolute ma vanno adattate di volta in volta e a seconda del progetto. Fonte: www.architettodileo.it

 

Anche la lunghezza delle gambe, in proporzione al resto del corpo aumenta con l’età.

«Nel neonato la lunghezza del busto dal vertice della testa alla piega inguinale è uguale ai 68/100 della lunghezza totale del corpo; ciò vuol dire che le gambe rppresentano i 32/100 della statura, mentre l’uomo adulto ha il busto e le gambe lunghi circa ugualmente. […] Quando il bambino entra nelle nostre scuole a 3 anni di età, le sue gambe corrispondono ai 38/100 della statura; e poi esse crescono relativamente al busto fino a superare di molto le proporzioni dell’adulto; già a sette anni di età le gambe sono i 57/100 della statura.» (M.Montessori, La scoperta del bambino, ed. Garzanti 1999, pag. 89)

Certamente le proporzioni variano da persona a persona; tuttavia tali indicazioni e tabelle antropometriche possono essere un valido aiuto nel corso della progettazione di ambienti per l’infanzia.

 

kindergarden

Progetto per un kindergarden a Berlino, Baukind. Immagine: www.baukind.de.

 

Nel mese corrente faremo un viaggio all’interno della casa per scoprire i dimensionamenti delle varie zone alle quali il bambino ha accesso, in modo da poterlo guidare all’indipendenza e all’autonomia senza bisogno di un intervento adulto. Il bambino apprezzerà, dapprima mosso dalla curiosità e successivamente dal divertimento del poter fare da sé. Se è vero che il bimbo impara giocando per imitazione, sarà felicissimo di poter ripetere i gesti adulti senza sentirsi frustrato perché troppo piccolo!

 

______________

* I testi di riferimento presi in esame per questo articolo sono: M.Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti, 1950 (edizione  del 1999) e La mente del bambino, 1956 (ristampa del 1999).

** Opera Nazionale Montessori, www.operanazionalemontessori.it

 

 

 

 

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