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Come cambieranno le case dopo il Coronavirus?

Mai come in questi tempi di lockdown ci siamo resi conto dell’importanza delle nostre case.

La pandemia di Coronavirus ha radicalmente cambiato le esigenze della famiglia. Eravamo abituati a vivere prevalentemente fuori casa, trascurando gli ambienti dell’intimità. Ordine, pulizia e organizzazione erano un dovere al quale ci sottraevamo volentieri, occupati a vivere per le strade, nei luoghi di lavoro, a scuola, al cinema, a teatro, nei parchi pubblici, ai giardinetti o in qualunque posto ci portasse a contatto gli altri.

Qualcosa ora è cambiato: ci hanno chiusi nelle nostre case. Il mondo, là fuori, vive un momento di difficoltà a causa di questo virus che circola indisturbato.  Quegli “altri” che eravamo usi frequentare sono diventati improvvisamente pericolosi perché potenziali asintomatici.

La situazione sta migliorando, ma più di due mesi di lockdown hanno radicalmente modificato abitudini, emozioni e prospettive. Non siamo più usciti a prendere il caffè al bar, a mangiare al ristorante o in pizzeria, a fare aperitivi o aperi-cena con gli amici. Ci hanno ipedito di andare al cinema, a teatro, ai concerti. Non abbiamo potuto frequentare neanche i parchi urbani, gli unici luoghi con un po’ di verde ancora rimasti nelle nostre città. Non siamo più andati in palestra, in piscina, a correre lungo le sponde dei nostri fiumi. Non abbiamo più visto persone, amici, familiari.

In compenso, abbiamo portato tutto dentro alle nostre case: cinema, palestra, tv, lavoro, scuola, musica, hobby, amici, socialità. Ed ecco che abbiamo riscoperto l’importanza di qualcosa che prima davamo per scontato: siano animali che hanno bisogno di spazio e di relazioni.

Spazio, per lasciar entrare nelle nostre case tutte quelle attività che prima svolgevamo fuori.

Relazioni, per sentirci vicini.

Come cambieranno le nostre case dopo il Coronavirus?

Questo è ciò che cercheremo di capire in questo articolo.

 

Lo spazio interno: nuove necessità

 

Il “confinamento” forzato (unica arma attualmente valida per combattere il Covid-19), la chiusura delle scuole, dei luoghi di lavoro e di tutte le attività ci hanno reso consapevoli di nuove esigenze.

Abbiamo trasferito le palestre sui balconi o in soggiorno, l’ufficio in sala da pranzo, la scuola nello studio, in cameretta o sul divano del salotto, le terme e la piscina in sala da bagno, il ristorante in cucina.

Multifunzionalità, versatilità, flessibilità degli spazi casalinghi sono diventati fondamentali per permetterci di esercitare lo smart-working o per consentire ai nostri ragazzi di svolgere le video-lezioni scolastiche, per dormire, mangiare, muoverci, divertirci o rilassarci davanti ad un film. L’angolo home-office è divenuto imprescindibile. La scrivania in cameretta è diventata aula scolastica. Il soggiorno si è trasformato in cinema, sala gioco, luogo della socialità e dei nostri aperitivi digitali, ma anche ufficio-classe-palestra. Il corridoio, quando c’è, è divenuto pista di pattinaggio, campo di bocce e birilli, palestra di calcio. La cucina si è fatta laboratorio (non solo culinario), panetteria, pasticceria, ristorante e sala pranzo. Le camere sono rimaste il nostro rifugio dal sovraffollamento casalingo, luogo di relax, riposo o – anche – lavoro in totale isolamento.

Ma come cambieranno le nostre case dopo questa pandemia di Coronavirus, che rischia di tornare a ondate successive?

I nostri interni dovranno rispondere sempre più a queste esigenze, e quindi essere

  1. più flessibili, per consentire funzioni diverse in orari diversi della giornata
  2. più piacevoli e confortevoli, per permettere la giusta dose di relax e benessere
  3. più sani e sicuri, per lasciare fuori il virus e non permettergli di entrare  a disturbarci la quotidianità.

 

Vediamo questi punti uno ad uno.

 

1. Flessibilità, multifunzionalità, versatilità

 

home office a i tempi del Coronavirus

 

Le nuove necessità sono quelle di poter svolgere dentro casa tutte quelle attività che prima facevamo fuori, ovvero:

  • Smart-working e scuola – Soggiorno, pranzo, ingresso, camera padronale e camerette necessitano di un angolo che dia la possibilità di studiare, assistere alle video-lezioni scolastiche, lavorare e presenziare a conferenze e riunioni aziendali. Fondamentali, quindi, sono gli spazi per l’home-office e l’angolo studio nella camera dei bambini.
  • Movimento – Dopo la chiusura delle palestre abbiamo acquistato cyclette, tapis roulant e attrezzi vari. Li abbiamo sistemati in soggiorno, in camera, sul balcone, in veranda, in terrazza, in giardino sotto la loggia e ovunque abbiamo trovato uno spazio adeguato. I bambini hanno usato i corridoi a mo’ di strade, i letti per arrampicarsi e saltare, i divani e i cuscini per fare le lotte. Potremmo pensare di riprogettare le loro camere aggiungendovi una parete per l’arrampicata, scale in corda per salire sui letti ai “piani alti” o anelli per fare giravolte. Come ho suggerito in passato in questo post.
  • Relax – Gli angoli relax sono diventati fondamentali in ogni stanza: divani, poltrone, cuscini grandi e una buona illuminazione artificiale consentono ad ogni membro della famiglia di passare piacevoli momenti di rilassamento.
  • Socialità – Abbiamo riscoperto il piacere di stare insieme, di giocare, di ridere e passare momenti di gioia in spazi di intrattenimento adeguati: acquistano valore le aree comuni di soggiorno e cucina. Le cucine indipendenti si ingrandiscono diventando veri e propri laboratori, mentre quelle “a giorno”  si aprono sul soggiorno permettendo una visuale d’insieme.

 

2. Comfort e piacevolezza

 

Comfort e piacevolezza degli ambienti sono diventati l’essenza delle nostre case.

Spazi ampi e versatili, eventualmente con elementi modulari, grandi finestre per una maggiore illuminazione naturale, capaci di consentire un aumentato contatto visivo con l’esterno, più piante e più verde in casa rendono gli interni sicuramente maggiormente adatti alla nostra natura e al nostro benessere.

 

 

 

3. Sicurezza, salubrità e benessere ambientale

 

Abbiamo imparato che per mantenere un ambiente interno salubre è importante togliere le scarpe fuori dalla porta o nell’ingresso, com’è usanza nei paesi del nord.

Abbiamo assorbito l’idea che areare gli ambienti è un’azione quotidiana fondamentale: aprire le finestre per almeno venti minuti consente un ricambio totale dell’aria nella stanza (di più o di meno a seconda della stagione e della grandezza).

Abbiamo capito che il comfort ambientale non è un capriccio ma una necessità che aiuta a mantenere corpo e mente sani. Rientrano in questa categoria tutti i lavori di isolamento delle pareti (per i quali lo stato con il decreto Rilancio ha ampliato le detrazioni dell’ecobonus 2020), per evitare la formazione di condense o  fastidiose e insalubri muffe, i sistemi di ventilazione forzata, le finiture e gli arredi in materiali facilmente lavabili.

Abbiamo totalmente afferrato l’importanza di mantere un ambiente sgombro e di arredi dalle forme semplici per poter spolverare e pulire senza difficoltà.

Infine, ci siamo resi conto, dopo aver disinfettato instancabilmente maniglie e pulsanti di ogni genere, che la loro assenza  in favore di comandi vocali può aiutarci a tenere lontano non solo questo ma ogni tipo di virus (smart-home).

 

Comandi vocali

 

 

Lo spazio esterno

Ci dicono che l’ambiente esterno è diventato pericoloso: abbiamo scoperto che le nostre città affollate, caotiche e stressate sono fonte di contagio. Eppure abbiamo il disperato bisogno di spazi esterni per non soccombere. Aria, sole, luce e verde sono tre elementi essenziali per la nostra salute fisica e mentale. Quale soluzione adottare?

Non possiamo certo trasferirci tutti in campagna; sarebbe assurdo, costoso e dispendioso in termini di spostamenti e di tempo. E abbiamo capito che anche gli spostamenti saranno a rischio nel prossimo futuro. Allora?

Dovremo fare il ragionamento inverso: portare la campagna e il verde in città.

«La salvezza del futuro sta nel preservare la natura», afferma l’architetto Herzog. in una intervista alla Neue Zürcher Zeitung. Le zone urbane potrebbero essere più attraenti ed ecologicamente sostenibili, «attraverso nuovi parchi, anche in luoghi sconosciuti: sui tetti, su strade e binari inutilizzati, lungo i fiumi.»

 

Edifici con balconi verdi

 

Ma non solo le nostre città hanno bisogno di verde, anche le nostre case.

Quello che ci ha portato la pandemia è la necessità di una maggiore connessione tra interno ed esterno.  Come si traduce, questo, in termini architettonici?

Gli spazi all’aperto sono diventati di vitale importanza: balconi, terrazze, cortili interni e giardini hanno salvato noi e i nostri figli dall’imbrutimento totale, ci hanno fatto respirare l’aria aperta, ci hanno permesso di correre, giocare a tennis, fare sport e prendere il sole all’arrivo della bella stagione. La casa del futuro non può prescindere da questo.

Abbiamo anche scoperto il valore dell’illuminazione naturale all’interno delle nostre case; il che si traduce, architettonicamente, in finestre più grandi che lascino passare la luce.

C’è infine chi si è dedicato al giardinaggio per tenersi occupato e chi ha deciso che l’orto in giardino o sul balcone è un’ottima alternativa alla spesa con la mascherina.

 

Le case diventano serre verdi per portare la natura in casa

Immagine: staceyking.com.

 

Nuovi valori

Gli studi  parlano di riscoperta di  valori che avevamo forse dimenticato, presi dalle corse quotidiane nelle nostre grandi città e dal nostro fare frenetico e stressato. Il piccolo e il vicino hanno assuunto una nuova fisionomia.

Ci siamo ritrovati a valorizzare il nostro stare insieme anche in uno spazio racchiuso, ad intraprendere qualche chiacchierata da balcone a balcone, ad aiutare i nostri vicini in difficolt, a cantare, suonare e battere le mani in terrazza per allietare l’isolamento di chi vive la solitudine con pesantezza.

Ci siamo riscoperti più empatici, solidali, altruisti.

Valori quali la famiglia, l’amicizia, l’importanza di relazioni vere e profonde, l’aiutare chi è in difficoltà, il prenderci cura di chi amiamo ma anche dei nostri vicini, degli anziani, dei bambini con situazioni familiari difficili.

Ci siamo scoperti più umani, forse.

La speranza è che tutto questo non svanisca assieme al Coronavirus.

 

Photo: Kristin Hardwick / Stocksnaps

 

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